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Microsonno

by Federico Fasce on 7 August 2007

Da qualche settimana sto sperimentando il micronapping, ovvero la pratica di fare sonnellini di breve durata per recuperare un po’ di energie quando mi sento troppo stanco. In realtà è qualcosa che, inconsapevolmente e in forme diverse, faccio già da anni.

Molte persone mi hanno chiesto come sia possibile dormire per una decina di minuti, totalmente a comando. Credo si tratti più che altro del modo in cui noi stessi definiamo il sonno. Se leggete la voce su Wikipedia, in effetti, vedrete che non esiste una vera e propria definizione dello stato di sonno, che è data per contrasto (il sonno, cioè, è definito come quello che non è veglia). In realtà, attraverso gli studi dei neurologi, lo stato di sonno può essere definito attraverso la misurazione della frequenza delle onde cerebrali.

Ma è inutile addentrarsi nei dettagli (sebbene questo sia un punto di partenza ottimo se vi interessa l’argomento). Ci basterà sapere che il sonno è costituito da diversi stadi di profondità che si ripetono a ciclo. Questo è il motivo per cui a volte ci si sveglia più stanchi di prima: se si interrompe il sonno in uno degli stadi più profondi, il nostro cervello fatica molto di più a riallinearsi con la nuova situazione.

Per questo, l’obiettivo del nostro microsonno è quello di entrare nello stadio più superficiale (ovvero quello in cui il cervello emette onde alfa) e di svegliarci dopo non più di 15-20 minuti, meglio se meno. In questo modo ci saremo riposati evitando però di cadere nel sonno profondo e di risvegliarci più rincoglioniti di prima. Il problema è: come fare? Come riconosco il sonno alfa? Partiamo dalla fine. Il sonno alfa è quello stadio di quasi-veglia, in cui la mente è estremamente rilassata e il metabolismo rallenta per favorire la successiva discesa nel sonno profondo. É esattamente quel momento che sperimentate quando siete molto stanchi o molto annoiati, vi si chiudono gli occhi e la testa scende di colpo facendovi risvegliare di scatto. A Genova lo chiamiamo “abbiocco”.

Può non sembrare, ma il sonno alfa, proprio perché è una fase di preparazione, è molto semplice da indurre a comando. Io faccio così. Mi metto in un posto tranquillo, dove so che non verrò disturbato. Non avete un posto tranquillo? Andate in bagno. Si può riposare anche da seduti, essere sdraiati può aiutare le prime volte, ma non è strettamente necessario. In realtà, se diventate bravi, potete raggiungere lo stadio alfa perfino quando siete impiedi. Dicevamo del posto tranquillo. Una volta trovata una posizione comoda, è necessario sgomberare la mente dai pensieri. Questo è molto difficile per chi è sopraffatto dallo stress. In realtà si tratta di una difficoltà apparente: se ci si sforza di non pensare a nulla, si finirà sempre per tornare sui pensieri che più ci tormentano. E allora?

Allora avete due vie, a seconda di quanto siete bravi con l’immaginazione. La prima è quella di visualizzare voi stessi in un luogo tranquillo, immersi nella natura. Visualizzatevi mentre siete tranquilli e rilassati, visualizzatevi mentre dormite. Sentitevi pesanti, sentitevi quasi sprofondare. Rimanete così. Magari la prima volta sarà difficile calcolare dieci minuti esatti, quindi mettete una sveglia, dolce, mi raccomando. Ma vedrete che in poco tempo vi verrà naturale aprire gli occhi, e il tempo passato sarà esattamente quello che vi eravate prefissati.

La seconda è un po’ più adatta se non avete fantasia (o se ne avete troppa, e la vostra scena rilassante viene disturbata da una mandria di bisonti in fuga). Iniziate a prendere coscienza del vostro corpo. Concentratevi prima sulla nuca, poi scendete verso la fronte, gli occhi (che sono importantissimi, visto che hanno intorno i muscoli che faticano di più durante il giorno) e piano piano tutto il resto. Soffermatevi per qualche secondo su ogni parte del vostro corpo, cercate di “sentirla”. Vedrete che l’effetto di relax è automatico.

Quando vi sarete risvegliati, dovreste sentirvi più attivi e pronti a ricominciare. I microsonni sono particolarmente utili per scacciare il mal di testa da poco riposo.

Provate un po’ e sappiatemi dire.

(trovate qualcosa anche qui)

Maxime August 7, 2007 at 13:44

Mi è capitato spesso di addormentarmi per qualche attimo davanti al pc, poi ho tirato una testata sulla tastiera e mi sono svegliato di soprassalto. In che fase ero, considerando che oltre ad essere più rincoglionito di prima provavo anche un profondo dolore fisico? E comunque l’argomento che hai trattato mi sembra molto interessante: se vogliamo salvarci da questi ritmi “2.0″ bisogna assolutamente approfondire la cosa e studiare il metodo che più si addica alle proprie caratteristiche psicofisiche.

Tambu August 7, 2007 at 13:59

oh, intorno a me in ufficio è pieno di micronapper. Il fatto è che non sanno contare i minuti e che non sanno come si chiama questa disciplina.
Ma il tuo post sarà un successone, come scusa coi capi :D

Stefano August 7, 2007 at 14:33

magari ricordo male, o magari ho “sentito” questa voce da fonti tutt’altro che attendibili, ma credo che Leonardo Da Vinci dormisse 15 minuti ogni 4 ore, sempre. il che significa dormire 1 ora e mezzo al giorno. e stava ovviamente ben sveglio, per le altre 22 ore e mezzo.

pensa quante cose si possono fare con 22 ore e mezzo al giorno :)

Mitì August 7, 2007 at 14:36

Non so perché, ma mi fa un po’ impressione questa cosa…Capita anche a chi ha la pressione molto alta ed è obeso; il sangue non affluisce al cervello, che va in coma per brevissimi minuti (sindrome di Pickwick, perchè ne soffriva il protagonista del Circolo omonimo ;-*)

StefyTolly August 7, 2007 at 15:00

Ti sei dimenticato di menzionare il controllo della respirazione: concentrarsi sulla respirazione, cercando di renderla più lenta e profonda aiuta sia a sgombrare la mente che a rilassare il corpo. Principi base dello yoga e del buddhismo.

stefigno August 7, 2007 at 16:22

mi capita spesso di cadere nella tentazione di farmi una bella pennichella dopo pranzo, ma nella quasi totalità dei casi non riesco mai per motivi vari. …bella questa analisi del sonno come fenomeno, federì… :-)

pietroizzo August 7, 2007 at 16:30

Grande Fede, io questa cosa la faccio spessissimo, e devo dire che in questo un anno di yoga mi ha aiutato molto. Anche gli mp3 di onde alfa e il software BrainWave Generator…
Bella anche a Mitì che mi ha ricordato uno dei miei personaggi preferiti di sempre ;-)

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