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Propp nella quarta dimensione.

by Federico Fasce on 19 November 2007

Mi ci è voluto un po’ di tempo, in effetti. Volevo digerirlo bene questo Super Mario Galaxy. Anche se da giocare ce n’è ancora molto, mi sono fatto un’idea del nuovo capolavoro Nintendo. Tenete presente questo dato: ad oggi Super Mario Galaxy è il miglior videogame di tutti i tempi. Potrebbe sembrare una sparata, ma Game Rankings parla chiaro: questo è il parere dei giornalisti videoludici.

Come ha fatto Super Mario a battere Ocarina of Time, in prima posizione da due generazioni di console? Cosa ha per aver convinto tutti a dire che questo è un altro salto in avanti dopo quello di Super Mario 64?

È superfluo parlare della superiorità di Nintendo in termini di pura giocabilità, di come ogni singolo elemento del gioco sia perfettamente bilanciato, e ancora di come non accada mai e poi mai (e occhio che con un platform non c’è niente di più facile) di perdere una vita per pura sfortuna.

È superfluo parlarne perché si tratta di una costante a cui i giochi di Mario ci hanno abituato. Invece, quello che fa grande questo Super Mario Galaxy è la capacità di cambiare paradigma, di far fare al videogame un nuovo salto quantico.

In principio era il 2d. Sarebbe meglio definirlo 1.5D, perché la seconda dimensione era limitata rispetto alla prima. Forse solo da Super Mario World (non a caso un’altra pietra miliare) in poi il movimento in verticale diventa importante quanto quello in orizzontale.

Poi arriva Super Mario 64, e con esso il platform entra nella terza dimensione. Molti giochi 3D erano stati già creati, ma Mario fu il primo ad abbandonare il concetto del 2d (chi ha giocato a Pandemonium o al primo Crash Bandicoot sa di cosa parlo) per offrire un’esperienza completamente tridimensionale.

E ora arriva il salto. In Super Mario Galaxy non ci si limita a stare incollati su un piano ortogonale. L’idea che ogni livello sia un piccolissimo pianeta di una galassia – rubata a De Saint-Exupery? – apre nuove strade di gameplay. E mentre altrove si cincischia con l’alta risoluzione fornendo spesso prodotti maestosi graficamente ma spesso privi di nerbo e originalità, i signori di Nintendo aggiungono la forza di gravità nello spazio cosmico e fanno muovere il giocatore a testa in giù, lo fanno camminare sui muri, giocano con l’interno e l’esterno degli oggetti stupendo ad ogni passo. E ancora propongono modelli di gioco che potrebbero benissimo funzionare a sé, come il sottogioco dell’astrosfera che fa sembrare Monkey Ball un prodottino da quattro soldi. Quest’ultimo è poi un esempio di come la colonna sonora non sia mero commento, ma parte integrante del gameplay: il motivetto che accompagna il livello accelera e rallenta in accordo con la sfera su cui Mario sgambetta, causando un curioso effetto piano inclinato verso l’adrenaline rush.

Super Mario Galaxy è un gioco come se ne vedono pochissimi (meno di uno per generazione), che riesce a rompere le barriere del gameplay ormai sedimentato per dire, finalmente, qualcosa di nuovo. Super Paper Mario era solo un assaggio.

Se avete un Wii, questo gioco dovete averlo. E non ci sono scuse. Nemmeno se Mario lo odiate. Non potete perderlo, proprio. E se siete appassionati di videogiochi, avete ancora meno scuse. Questo videogame è la nuova bibbia del game design. Dentro c’è tutto quel che un designer deve sapere.

Kudos. Kudos. Kudos. Kudos. Potrei ripeterlo migliaia di volte. Kudos.

FG November 20, 2007 at 09:12

Anche Super Paper Mario, pur nella sua semplicità, fa un uso innovativo della prospettiva. Appena ho un attimo prenderò anche questo Super Mario Galaxy. Nel frattempo dopo oltre 60 ore di gioco distribuito in alcuni mesi sono forse arrivato a buon punto nella soluzione di Zelda. Anche questo è un assoluto capolavoro.

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