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Mi aiutate?

by Federico Fasce on 2 January 2008

Eìo mi fa notare una cosa alla quale proprio non avevo pensato. Ero convinto cioè che il cambio di dominio di questo blog sarebbe stato trasparente, dato che i feed sono da tempo gestiti da Feedburner. Evidentemente non è così per tutti. Esiste un numero indefinibile di persone che era iscritto al feed standard di wordpress, e che ora non vedono più i nuovi post di questo blog.

Il che è un bel casino. Ora. Sapendo che su kurai.eu non esiste più alcuna installazione di WordPress (il tutto funziona con codeigniter, vi dovesse interessare) esiste un modo per ridirigere i vecchi feed di wp su Feedburner, magari inserendo un qualche tipo di redirect o un feed “finto” che avvisi del cambio di indirizzo? Io ci ho provato, a farlo, creando una directory “feed”. Ma non funziona, probabilmente do il nome sbagliato al feed xml.

Altra cosa. Esiste un modo di ridirigere i vecchi permalink verso quelli nuovi? La struttura è esattamente la stessa, cambia solo l’indirizzo di base.

Bon, se qualcuno mi dà una dritta, mi fa piacere. Altrimenti spammerò twitter.

Folletto Malefico January 2, 2008 at 23:29

Se il server lo supporta dovresti utilizzare un bel .htaccess e mod_rewrite… per il porting di WordPress dovrebbe esserci anche del materiale in rete…
Tipo:
http://wordpress.org/support/topic/102601

Stessa cosa per il feed… :P

Federico Fasce January 3, 2008 at 00:09

Mamma mia non sono proprio esperto di .htaccess. Mi sa che mi tocca imparare :P

as January 3, 2008 at 00:21

i have no idea, sorry. Ne approfitto però per dirti che la risistemazione del sito è una goduria! Imho, la tua è la direzione giusta – la centralità blogghesca puzza un po’ di vecchio: ma non per moda, per pratiche comunicative che si sparpagliano e non è male trovare il modo di riaggregare (pur lasciandole vivere là dove trovano persone & contenuti). :)

Folletto Malefico January 3, 2008 at 12:15

Questo è il .htaccess che ho usato quando ho migrato a FeedBurner. Magari è d’aiuto…

redirect permanent /files/xml/IntenseMinimalism.xml http://feeds.feedburner.com/intenseminimalism

La migrazione è stata da phpGolem a FeedbBurner, quindi credo dovrai sistemare l’URL di partenza… peraltro è ancorra attivo questo redirect. :P

~

Invece non potrai evitare le regexp nella migrazione dei post, qui devi proprio dedicarci un po’ di tempo… :P
Comunque, le regexp sono eccezionali… quindi non è in ogni caso tempo perso. :D

Federico Fasce January 3, 2008 at 12:18

Il problema, per il feed è che wordpress prende un indirizzo rss del tipo: kurai.eu/feed, ma senza nome del file. Ora comunque provo.

Per le regexp mi ci sto picchiando, ma non ne vengo a capo. In effetti, però, è molto istruttivo :)

stefigno January 3, 2008 at 12:56

Per fortuna ero iscritto a quelli di feedburner ;)

Stefano Gorgoni January 3, 2008 at 13:21

ti ha dato l’indicazione giusta Folletto Malefico.

in ogni caso, riepiloghiamo :)

nella document root di http://www.kurai.eu apri (se non esiste già, creane uno) il file .htaccess ed inserisci una semplice riga:

Redirect 301 /feed/ http://feeds.feedburner.com/kurai

dovrebbe bastare

Andrea Beggi January 3, 2008 at 17:15

@Antonio Sofi: puoi dettagliare un po’ le tue affermazioni?
(vale per tutti, naturalmente)

Folletto Malefico January 3, 2008 at 18:33

@ABeggi: posso darti il mio parere… :P

Il blog rappresenta come idea l’identità di una persona sulla rete. Per quanto si possa disquisire su questo termine, è un dato di fatto, socialmente accettato: non è raro alle conferenze ci sia uno scambio di battute come:
- Ciao sono X
- Eh? X chi?
- Blog XY!
- Ahhhhh XY!!! Piacere!

Da qualche anno a questo si sono aggiunti strumenti specifici per un dato scopo: servizi puntuali che soddisfano un singolo bisogno e sono ben adatti a questo.

Il risultato qual è? Che il blog, prima forte e rappresentativo, ora perde la sua espressività identitaria e risulta quindi essere diluito in mezzo alle molteplici facce che ognuno di noi presenta all’interno dei vari servizi: su Flickr, su YouTube, su del.icio.us, etc.
Questo comporta che una persona che ci conosce su un servizio dovrà accontentarsi di vedere solo quella faccia oppure di fare uno sforzo maggiore e seguire l’altro su tutti i servizi.

Ma ecco il tassello in più: i servizi di cui sopra sono anche fruibili da software in grado di interagirci e manipolare le informazioni (“small pieces loosely joined”?).

E quindi, il successivo passo logico è creare un nuovo punto di aggregazione identitario, senza però perdere nessuno dei vantaggi precedenti: rimane il blog, rimangono gli account sui vari servizi, rimangono quelle facce differenti che sono espressione di ognuno di noi.

In questo modo si rinforza il blog, che ormai non è più un blog, e aumentano le facce espresse dal singolo, che ora può mostrare tutto il proprio ventaglio di interessi e non solamente una selezione minima.

Su questo contesto si inseriscono ad esempio i vari progetti di LifeLog (che aggregano i vari feed in un solo flusso di aggiornamenti) e altri come Trusthub e DiSo.

Il trend credo stia diventando sempre più evidente, l’evoluzione è quasi logica se si pensa alla poliedricità espressiva delle persone, che vuole esprimersi attraverso qualunque canale di comunicazione possibile. :)

markingegno January 3, 2008 at 19:42

Non condivido l’opinione di Antonio Sofi, o almeno non nei termini in cui l’ha espressa. Abbraccio invece le posizioni piu’ moderate di Folletto Malefico.

Per me il blog rimane “my home”, tutto il resto (social network, instant messaging, ecc..) sono esperienze periferiche, non per questo secondarie, ma che completano la mia presenza online il cui nocciolo duro e’ costituito dal blog.

D’altronde anche nella vita reale ognuno di noi assume piu’ identita’ [o maschere per dirla con Pirandello], ma non tutte hanno la stessa rilevanza nell’economia dell’identita’ di un individuo.

Ritengo, ma la mia e’ solo una personale ipotesi, che dopo “l’ubriacatura da social network” ci sara’ un ritorno ad una socialita’ piu’ selettiva.

Quando saremo tutti (o quasi) online, probabilmente vorro’ avere dei motivi davvero validi per stabilire una friendship, e queste saranno piu’ stratificate di ora, come gia’ accade nella vita reale, dove non stabiliamo un rapporto diretto con tutti quelli che incrociamo per strada.

My two cents.

as January 4, 2008 at 10:13

andrea, il mio punto era tranchant per fretta non per volontà. Faccio prima a quotare Folletto – che è più o meno quello che stava dietro alla mia battuta, ma detto meglio :)
Bella discussione

Andrea Beggi January 4, 2008 at 11:09

OK, capito.
Non mi era chiaro subito per alcuni motivi. Intanto non ho mai usato pseudonimi o nick, il che rende immediato il collegamento dei miei atomi ai miei bit. Inoltre non essendo eclettico come altri, non ho molti altri modi/tecniche/facce, per cui mi sento meno “imprigionato” in un blog.
Per fare un esempio: non uso/capisco Facebook.

Si tratta comunque di un interessante punto di vista per capire la direzione che prenderanno i modi espressivi delle persone in rete. Ed è per certi versi vero che il blog “puzza di vecchio”: a volte mi sembra “soooooo 2003″….

Folletto Malefico January 4, 2008 at 13:55

Io uso uno pseudonimo, ma è sempre quello, ovunque: chiunque faccia una ricerca è più probabile che trovi il mio lungo nick piuttosto che nome e cognome (che infatti condivido con un musicista italiano, fra gli altri). :)
I miei bit sono più recuperabili grazie al nick. :P

A parte questa parentesi, non credo sia questione di imprigionamento. Mi piace il commento proprio di AS su Markingegno che dice: “primus inter pares”.

Però, ad esempio anche tu Andrea utilizzi Flickr, e infatti lo aggreghi sul tuo blog. Se noti, anche se in misura minore, i blog stessi al momento stanno già facendo quello che Kurai qui ha fatto in modo esplicito…

A riguardo delle “maschere”, io son convinto che tutti ne hanno almeno un paio, normalmente di più… e non è affatto un male, né questione d’essere ecletitci. Dipende semplicemente dal fatto che io sono, per esempio, da un lato un interaction designer e dall’altro un programmatore. Da un lato un fotografo e dall’altro un disegnatore. Da un lato mi piace uscire a fare caciara la sera nei pub, dall’altro mi piace andare in silenzio a teatro. Sono sempre io, ma sono anche facce diverse: più ne mostro, più la mia “identità” è chiara. :)

Faccio queste precisazioni per dire che l’aggregazione è legata ai due criteri di (1) servizi e (2) interoperabilità, ove il servizio non è detto che sia per forza un social network, ma potrebbe essere semplicemente qualcosa di utile singolarmente. :)
…beh in effetti è l’evoluzione personale di un “banale” aggregatore…
…che se vogliamo ritorna all’idea originale di “weblog” come “aggregazione di link”… :D

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