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Piovono rane su Grillo

by Federico Fasce on 9 January 2008

Oggi Alessandro Gilioli pubblica un post molto interessante su Beppe Grillo. Un post che la dice lunga sulla reale voglia di comunicare in rete del comico genovese.

Una frase di Gilioli mi ha colpito: Grillo ha una strategia di comunicazione basata sul vittimismo da censura.

Mi ha colpito, perché proprio stamattina mi è capitato di leggere questo post di Grillo, nel quale arriva a vaneggiare di un bollino SIAE che i blogger dovrebbero acquistare per potere inserire immagini nei loro spazi. Ovviamente quello che dice Grillo sull’ormai famigerato comma 1 (che, per inciso, da queste parti non si apprezza molto) è falso, distorto e riportato proprio con quel vittimismo da censura di cui parla il giornalista de L’Espresso. Qui lo stesso Folena spiega meglio il senso di quel comma. Su cui, ripeto, c’è molto da dire, ma che resta lontano dai vaneggiamenti dei bollini SIAE di cui parla Grillo.

Gilioli chiude amaramente dicendosi che se questo è il futuro della politica in rete, siamo messi male. Questo, evidentemente, non è il futuro della politica in rete. Grillo, lo ripeterò fino alla nausea, con la rete non ha nulla a che fare. E i suoi seguaci sono molto più presenti nell’audience televisiva che nella minoranza attiva internettara. Lo dicono i dati dei sondaggi del V-Day, tanto per fare un esempio.

Intendiamoci, fenomeni come questo devono farci riflettere. Riflettere sul fatto che in rete il senso critico non può più essere un optional come anni di dominio dei mass-media ci hanno abituato. Tanto per cominciare. E kudos a Gilioli. È di giornalisti così che abbiamo bisogno.

Sergio January 9, 2008 at 21:58

Vittimismo da censura e discorsi da bar: ha usa soluzione per qualunque problema del paese, e a sentire lui è tutto facile.

Se venisse messo di fronte ad un contraddittorio o anche solo a un dialogo non reggerebbe 10 secondi.

Una volta aveva autori migliori…

p.s.v. January 9, 2008 at 22:05

ho letto l’articolo. che fa pensare. quello che m’ha sempre impaurito di grillo è che in molti casi la gente lo segue in una “totale mancanza di pensiero proprio”

UMI January 10, 2008 at 09:43

Però a pensarci bene anche a me avrebbero girato i cosiddetti, i “giornalisti” hanno avuto se volevano la possibilità ad esempio di scrivere del V-Day, non lo hanno fatto, per farlo non avevano bisogno di fargli un’intervista nel bene e nel male si trattava di un fenomeno, scriverci qualche pezzo non era poi così complicato, nessuno ha detto una parola se non qualche giorno prima ed ovviamente dopo l’8 Settembre.

Ora in vista del prossimo V-Day che guarda caso riguarda proprio la stampa ed i “giornalisti” si vuole intervistare Grillo … humm, magari così questa volta potranno dire “è stato lui a non volere la stampa ecc…” mi pare visto il V-Day e le domande di notare una certa faziosità, e direi anche inizio di attacco frontale della stampa per difendere quei privilegi che tutti paghiamo, minacciati proprio da Grillo e dal V-Day.

Folletto Malefico January 10, 2008 at 14:24

Senza dubbio kudos a Gilioli, ma io mi chiedo…

C’era bisogno di un articolo simile per capirlo?

Sono d’accordo con te Kurai, ma non trovi che sia assurdo che ci sia bisogno che qualcuno segnali una situazione simile, che potremmo dire quasi casuale (esagero, è ovvio), perché i più si accorgano della questione?
Ovviamente una grossa parte degli stessi “più” continuerà acritico ed imperterrito a seguirlo.

Si badi bene però: non critico chi segue Grillo, critico l’acriticità che spesso si vede.

Dall’altro lato, infatti, seppure sia del tutto convinto che il modello di Grillo sia sbagliato e che questo non sia affatto il futuro della politica in rete (politica in rete mi fa un po’ rabbrividire, ma non è il luogo dove approfondire la questione), è anche vero che Grillo è l’unico che riesca ad avere una forza sufficiente a farsi notare.

Il problema reale sai qual è? Nessuno al momento sta usando la sua scia di sfondamento per cambiare, questa volta seriamente, lo stato delle cose.

Federico Fasce January 10, 2008 at 20:21

Folletto, hai assolutamente ragione. Trovo che sia assurdo, ma al momento tutto fa brodo. Purtroppo.

MFP January 18, 2008 at 06:03

KAZZO DICI FEDERI’!

Ma le hai contate le volte che dal parlamento sono uscite leggi che imponevano i bollini ai blog? A memoria:

  • Urbani
  • Levi
  • 1-bis

E queste sono solo quelle che sono state più vicino al risultato… di bozze, di idee, di proposte, di sfondoni… ne sono state prodotte tantissime altre (es: Frattini alla UE; Fioroni sulla skuola; Rutelli sul diritto d’autore). Riguardale con estrema attenzione e vedrai che magari lo chiamano “bollino”, “certificato di garanzia”, “parametri di degradazione”, “terrorismo”, “pedofilia”, “trick-track”… ma sembra della stessa solfa si parla: limitare l’accesso indipendente ai canali di comunicazione con la scusa del diritto d’autore, della diffamazione, dei costi, etc. al solo fine di riuscire a mantenere gli equilibri sociali gia’ esistenti. Dove cioe’ chi ha una posizione dominante ha paura di perderla nel cambiamento…

Che Grillo sia impreciso, sarcastico, grottesco… non ci piove… ma non sbaglia direzione; e’ soltanto “un satiro più abduttivo ( http://it.wikipedia.org/wiki/Abduzione ) della norma”.

Quanto a Giglioli ti invito a leggere quanto ho scritto a Luca Sartoni ( http://www.lucasartoni.com/2008/01/09/grilli-per-la-testa2/ ) perche’ tra lui e Stefano Epifani ( sul Papa e la Sapienza ) ho esaurito il tempo che oggi ho a disposizione per i blog. Mi spiace, scusami, ma non seguo i blog quotidianamente… così una volta parto da una parte e una volta da un’altra… vado dove mi porta il traceback… e qui ci sono arrivato tardi :(

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