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Paul vs. SIAE (o no?)

by Federico Fasce on 28 January 2008

Long story short. Paulthewineguy pubblica sul suo blog e su flickr un esperimento molto interessante di mashup tra arte e cultura geek. La cosa viene ripresa un po’ ovunque e arriva infine al Corriere della Sera, che ripubblica le immagini create da Paul a partire da famose opere d’arte senza linkare direttamente la fonte. Un po’ tutti protestano e il Corriere mette a posto le cose, scusandosi dell’accaduto. Inciso: avrei voluto commentare, caro Pratellesi. Ma il sistema di registrazione del Corriere richiede uno sforzo cognitivo che non mi sento di affrontare. È inutile sperare che le persone segnalino i problemi direttamente nei commenti del tuo blog, quando è molto più semplice farlo a casa loro.

Antonio Sofi scrive un pezzo per Apogeo che mi sento di condividere in pieno. Forse non è così importante un link, spesso un po’ tutti ci dimentichiamo di linkare correttamente, ma sicuramente è importante che se ne parli e che si giunga a un insieme di regole condivise.

Quello che mi interessa di più è quel che è successo dopo. Paul, un po’ travolto dagli eventi si è spaventato di fronte all’improvvisa (e per quanto mi riguarda meritata) visibilità che ha avuto. Per questo ha deciso di cancellare il set di flickr, timoroso di possibili ritorsioni da parte di Siae e soprintendenze che come sapete in Italia non permettono la riproduzione di opere d’arte se non “degradate” (qualunque cosa voglia dire). Da parte mia ritengo che essendo quella di Paul una nuova opera derivata da quella originale, non rientri nella fattispecie (nel comma incriminato si parla chiaramente di riproduzione), ma non sono un esperto, quindi quel che penso vale come opinione e non come verità assoluta.

E del resto, di quel che dice la legge poco me ne cale. Sicuramente ci sono persone più esperte di me che possono dire se Paul davvero rischiava un intervento della SIAE. Quello che è importante è la realtà. La realtà è che noi abbiamo un mezzo fantastico di diffusione delle idee. Una cosa che il mondo non ha mai visto, di una potenza inaudita. Però c’é tutto un mondo fuori che questo mezzo lo capisce poco. E il risultato è che una volta che qualcuno produce del contenuto davvero interessante e divertente il meccanismo dell’emergenza funziona così bene che quel qualcuno si ritrova (anche suo malgrado) sotto i riflettori, quantomeno sotto quelli di chi abita la rete.

E questo trovarsi sotto i riflettori fa emergere tutta una serie di implicazioni. Anche quelle relative al diritto d’autore che l’utente comune, che come Paul fino ad allora si era divertito, non ha mai ben chiare. Il risultato è che anche se molti non hanno condiviso, del tutto legittimamente, l’autore ha fatto un passo indietro e ha rimosso tutto. Si può dargli torto? Che succede se domani la SIAE bussa alla sua porta?

Allora qui il problema non è se Paul abbia fatto bene o meno. Il problema è che viviamo una classica situazione di anomia a-la-Durkheim. Le regole non si adeguano al nuovo panorama. Mancano del tutto, e le persone non sanno come comportarsi. È perfetta l’osservazione di Vanz in merito:

Quando ci si imbarca nel rispetto alla lettera delle le leggi vigenti sul diritto d’autore (e tutte le possibili interpretazioni delle stesse) finisce così: nessuno può fare più niente. E’ davvero questo che vogliamo?

E mi fa specie il modo un po’ blasé con cui molte persone hanno minimizzato. Ci sono problemi più importanti si è detto. È vero. Ma è altrettanto vero che non è giusto che l’espressione della cultura attraverso la creatività venga frenata dalla paura delle leggi. Perché quello che ha fatto Paul, per quanto lui possa minimizzare, è cultura. È espressione pura dell’ingegno umano. E limitarla, anche solo con la paura di aver sbagliato, è limitare la libertà.

Oggi non ha perso solo la cultura di rete. Abbiamo perso tutti. Non so, a me sembra, se non importante, almeno rilevante.

PaulTheWineGuy January 28, 2008 at 21:01

Certo che più chiedo di abbassare i toni su una mia scelta più continuate a disquisire, eh. :-)

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