coin

Quel dannoso Powerpoint

by Federico Fasce on 6 February 2008

Insomma a quanto pare pochissimi laureati italiani sono in grado di scrivere senza commettere errori di ortografia. Non parliamo poi di redigere documenti complessi. Sperando di essere tra quei pochissimi, devo dire che ne ho viste di scene da mascella per terra ai vari esami che ho affrontato.
Ricordo per esempio la volta in cui metà aula sbiancò quando un professore disse “certo che se mi scrivete qual è con l’apostrofo ve lo segno errore”, ma ancora di più lo stupore di una ragazza un po’ svampita che non capiva perché il professore le avesse corretto tutti quei xké. A un esame. Di semiotica.

Detto questo, nell’articolo di cui sopra parte la bomba del solito pedagogista che ovviamente non trova di meglio che dare la colpa alla tecnologia.
Invece il fatto che alle elementari e alle medie materie oscure tipo ortografia e grammatica non siano più prese in considerazione è evidentemente considerato trascurabile.

Il nostro dà la colpa al fatto che i professori ormai insegnano esclusivamente con powerpoint e che – ORRORE! – perfino si permetta agli studenti di discutere la tesi usando lo strumento del demonio.
Il problema, se vogliamo restare nel campo della tecnologia, non è (al solito) nello strumento. Il 90% dei professori che ho conosciuto, purtroppo, non ha idea di come si faccia una presentazione con PowerPoint. Si perdono in un mare di testo corpo sedici, oppure riducono anche i Promessi Sposi a un elenco puntato.

Gli studenti, dall’altra parte, improvvisano, spesso e volentieri scegliendo testi verdi su sfondo giallo con il Comic Sans, che fa tanto “qui non si fa sul serio”. Eppure fare una presentazione in PowerPoint che sia un reale e valido supporto agli argomenti che si spiegano si può eccome. Basterebbe mettere il naso nel sito di Garr Reynolds per capire che non è colpa del mezzo se la conoscenza viene trasmessa in modo sbagliato, ma di come lo si usa.

Ecco, tutto questo per mettere i puntini sulle i, visto che a me fare presentazioni piace, la trovo un’attività estremamente creativa e un modo di chiarire meglio le mie stesse idee. Ci vorrebbe un corso anche di quello, ci vorrebbe.

(Anzi, se qualcuno avesse bisogno di consulenze in merito, io avrei appena avviato una piccola attività…)

Gaspar February 6, 2008 at 22:25

Il problema non è mai nello strumento, e d’accordo.
Epperò la scelta dello strumento giusto ha la sua importanza!

Spesso e volentieri PowerPoint NON è lo strumento giusto per presentare un argomento complesso e articolato, come dice giustamente Tufte.

E anche quando fosse lo strumento giusto, saperlo usare correttamente aiuterebbe molto.

Per dire: si stima che al mondo ogni giorno vengano create circa tre milioni di presentazioni con PowerPoint, di cui una dozzina buone e un centinaio decenti.
;-)

Federico Fasce February 6, 2008 at 22:43

Hai ragione. Diciamola però tutta. La presentazione di una tesi di laurea, oggi, dura al massimo venti minuti. Hai voglia, poi, a dar la colpa al powerpoint…

gboccia February 7, 2008 at 07:51

Giusto: la tesi di power point come strumento ci dice che lo si può usare se si sa organizzare il pensiero, creare connessioni logiche attraverso gli strumenti di PP, ecc.
Ma: PP, come ogni programma, costruisce un “frame” attraverso cui pensare ciò che esponi. In qualche modo “addomestica” il tuo modo di esporre.

Per questa sduplice ragione non si tratta solo di saper usare un programma.
L’uso smodato nella didattica universitaria da parte dei docenti copre un range che va dal “delegare” ad una lettura a schermo la lezione (qualcuno si ricorda i “lucidi” con le pagine del libro del docente lette dal medesimo?)fino a raffinati tentativi di mostrare le connessioni logiche.

Dal lato studente copre un range di possibilità che vanno dall’apprendimento della scrittura veloce in modalità “copista” alla possibilità di visualizzare le relazioni fra concetti.

E’ entrato in modo aproblematico nelle aule ma è stato un modo di “mutare” la dididattica. Il fatto che sia spesso fatto senza riflettere non aiuta.
Ha ragione Federico quando pensa ci siano

trini February 7, 2008 at 09:26

Dico la mia..
I powerpoint sono uno strumento per riassumere concetti e mostrare connessioni. Una esposizione non può limitarsi a leggere il powerpoint ma usarli per focalizzare i punti di maggiore rilevanza.

Sul fatto che ci siano ppt fatti bene e fatti male è normale, ci sono persone che sanno comunicare ed altre che sono del tutto incapaci.

Riguardo alla tesi che la tecnologia produca ignoranza secondo me è vero proprio il contrario. Qualunque strumento che mi costringa a pensare e scrivere mi fa confrontare con le problematiche della grammatica e dell’ortografia (avere un blog è un buon strumento per ripassare a meno non si voglia fare brutte figure).

heloise February 7, 2008 at 10:02

per dirne una.
master in marketing, comunicazione e nuove tecnologie (busines school il sole24, tanto per). modulo ‘presentazioni efficaci con powerpoint’.
‘docente’ che si presenta con slide di apertura blu elettrico e testo in comic, giallo. inizio ad avere problemi respiratori.
seconda slide: clip art direttamente dal meraviglioso mondo office 1997. la testa duole.
terza slide, in cui *teoricamente* dovevano essere elencate le chiavi del successo di una presentazione efficace. secondo bullet point: ‘le vostre slide devono avere _appel_’.
alzo la manina. faccio notare che la corretta ortografia è appeAl. il ‘docente’ inizia ad odiarmi. esco dall’aula, e non mi faccio vedere per i due giorni successivi.

[ti leggo ormai solo tramite feed, mi ero persa il restyling grafico. complimenti!]

Federico Fasce February 7, 2008 at 10:02

Trini, direi che hai colto perfettamente il punto. In realtà uno strumento come PowerPoint può essere usato in decine di modi diversi, a seconda di quello che si racconta. A volte basta un semplice slideshow fotografico, che ti aiuta legando i concetti alle immagini.

Federico Fasce February 7, 2008 at 10:05

Heloise: that’s it. Ti puoi lamentare dello strumento se chi insegna è il primo a non saperlo usare?

mucio February 7, 2008 at 10:57

Powerpoint è uno strumento penoso e limitante.

Faccio un esempio avete presente quei film commedia americana ambientati in qualche azienda, quando lui e lei si scontrano davanti al consiglio di amministrazione con le loro idee innovative per l’azienda? Mica usano powerpoint? usano sempre dei bei cartelloni simpatici e alla mano, fanno battute, si muovono, non stanno lì immobili a guardare uno schermo traendo da lui ciò che devono dire.

Powerpoint è la morte dello scambio di idee, le mie sono queste, sono sul video e restano queste. Punto.

Odio chi usa powerpoint perché restringe le possibilità e le persone a cui l’ho visto usare più spesso mi sono sempre apparse come molto ristrette.

P.s. se ti piace tanto ppt puoi lavorare in Accenture

buu February 7, 2008 at 11:15

Powerpoint non è uno strumento da cui trarre ciò che si deve dire. Quello è modo “non corretto” di usarlo. Powerpoint o Keynote o simili vanno a supporto di una presentazione. La arricchiscono. Mai visto un Apple Keynote? Quello è il modo, secondo me, corretto per utilizzare uno strumento simile.

Poi la realtà, in Italia, è assolutamente differente. Spesso e volentieri mi capita questa situazione : Cliente “Scusa, potresti per favore cambiare le slide della presentazione, utilizzando molto testo? Al direttore piace leggere”.

buu February 7, 2008 at 11:18

Powerpoint non è uno strumento da cui trarre ciò che si deve dire. Quello è modo “non corretto” di usarlo. Powerpoint o Keynote o simili vanno a supporto di una presentazione. La arricchiscono. Mai visto un Apple Keynote? Quello è il modo, secondo me, corretto per utilizzare uno strumento simile.

Poi la realtà, in Italia, è assolutamente differente. Spesso e volentieri mi capita questa situazione : Cliente “Scusa, potresti per favore cambiare le slide della presentazione, utilizzando molto testo? Al direttore piace leggere”.

(ehm… mi sa che ho postato due volte -.-)

heloise February 7, 2008 at 12:44

mucio, sei il solito estremista.

powerpoint, che odiavo quanto te prima di iniziare ad usarlo in un modo più laterale, ha i suoi limiti e i suoi punti di forza. nessuno crede sia la panacea per tutte le presentazioni, ma a volte è la soluzione giusta.

altre volte, meglio l’inventiva. ti assicuro che presentare un progetto ad un SuperMegaCapoDiMultinazionale usando pannelli di carta colorati e ritagliati, tenuti insieme con quella versione italiana del blu tack che è il patafix, ha avuto un successo strepitoso, che con un ppt sarebbe stato sicuramente più blando.

[poi se vuoi parliamo di un'altra docente-master, che apriva ppt tutti identici con cascate testo in corpo 14, e commentava con "leggete le slide, poi ne discutiamo". allungare la stampata di un word no, eh?]

trini February 7, 2008 at 15:57

Poi la realtà, in Italia, è assolutamente differente. Spesso e volentieri mi capita questa situazione : Cliente “Scusa, potresti per favore cambiare le slide della presentazione, utilizzando molto testo? Al direttore piace leggere”.

buu il problema del ppt verboso è anche legato al fatto che spesso uno si fa dare le slide per consultarle dopo qualche tempo e se ci sta scritto solo una parola poi diventa

In generale secondo me il powerpoint può essere la base o l’abstract della relazione, poi uno integra con parole, gesti, scritte su lavagne ed altre amenità.

P.s. se ti piace tanto ppt puoi lavorare in Accenture

Amarotfl.. ho trascorso 2 mesi in Accenture e sono scappato..

buu February 7, 2008 at 17:45

@trini vero, ma per quello basta creare due versioni. Io credo che troppo testo su una slide proiettata non viene letto o distoglie l’attenzione. In entrambi i casi è deleterio.

Federico Fasce February 7, 2008 at 19:56

@mucio La descrizione che fai di Powerpoint è esattamente il modo sbagliato di usare lo strumento. Ma chi dice che Powerpoint ammazza la creatività? Basterebbe imparare a usarlo.

La Sposa February 8, 2008 at 10:26

Grazie Federico.
Come al solito la segnalazione è molto, molto interessante

paola February 8, 2008 at 15:54

L’impoverimento dell’insegnamento nelle scuole italiane, di ogni ordine e grado, è ormai una triste realtà. Merita riflessioni approfondite fatte sulla base di reale esperienza. Nel mio piccolo posso solo dire, tanto x fare un esempio, che un mio pseudo-alunno, qualche settimana fa mi ha chiesto il significato della parola “aorta”. Era perso nel nulla più assoluto: l’aorta poteva essere uno stato d’animo come uno stile architettonico. Per lui era nebbia. Meno male che è fra i “più bravi”, ha 17 anni e frequenta la terza liceo scientifico. E presto affronterà l’università con i suoi mille vuoti incolmati.

Per quanto riguarda il PowerPoint, concordo sul fatto che si debba imparare ad usarlo. Trovo che sia estremamente riduttivo presentarsi in sede di laurea con un PowerPoint, quando poi i contenuti scarseggiano. Insomma, non basta usare questo mezzo mirabolante (che ancora incanta gli insegnanti che non lo sanno usare) per guadagnarsi un buon punteggio: ci vogliono sacrificio, impegno e contenuti. Nella mia facoltà, per fortuna, sono ancora pochi quelli che lo usano e comunque, nella maggior parte dei casi, serve solo da introduzione alle tavole e alla presentazione del testo. Quel testo, rilegato in modo elegante o bizzarro,che sarebbe poi la tesi vera e propria, che tanti tendono a dimenticare, perché obsoleto. Un testo statico, insomma, suscita meno interesse della presentazione colorata. Indipendentemente dai contenuti…

nicolabel February 10, 2008 at 22:01

Anch’io ho commentato sul mio blog l’articolo di Smargiassi.

Circa le responsabilità dell’uso di PowerPoint sono d’accordo con te: di sicuro molti di coloro che lo adoperano non ne possiedono la padronanza e ne fanno un uso scriteriato. Il problema comunque sta nella pochezza dell’oratore, non nello strumento usato. La tesi di Fabbroni sembra invece animata da una specie di intempestivo luddismo. E a me i luddisti moderni sembrano persone incapaci di leggere la complessità del reale, proprio come quelli che faticano a far funzionare un frullatore perché aprono il manuale d’uso per guardare le figure senza leggere le istruzioni.

Federico Fasce February 10, 2008 at 22:15

Nicolabel: concordo in tutto :) Bel pezzo, davvero.

Comments on this entry are closed.

Previous post:

Next post: