Sono magari ancora un po’ ingessati (non tutti, eh). Forse la musica poteva essere meno shining. Però, oh, ci si son messi. Ci hanno messo le facce e han fatto un video su Youtube. E questo è lodevole. Evidentemente anche nella desolata situazione dell’Università italiana qualcuno che ci tiene e cerca di stare al passo, c’è.
Personalmente ho imparato molto da loro, non solo dal lato dell’insegnamento, ma spesso anche da quello umano. E di questo li ringrazio. Che a volte mi incazzo, ma se quel giorno d’estate avessi preso una decisione diversa, forse me ne sarei pentito. Bon, momento buonista over.

Ancora in tanti, Federico, ignorano la ragion d’essere del corso di laurea in scienze della comunicazione, di cui tu qui più volte hai giustamente tessuto le lodi.
Ne é la prova l’enorme quantità di errori che si commettono nel denominarlo: si provi a cercare in google le locuzioni virgolettate “scienze delle comunicazioni”, “scienza della comunicazione”, scienza delle comunicazioni”, e si avrà davanti un variegato repertorio d’ignoranza. Anche la ricerca su youtube offre un quadro simile, seppur meno eclatante.
L’ultima occorrenza avvistata è Very Important: non si tratta di refuso tipografico (è l’unico di tutta l’intervista!), ma di personaggio cinematografico (in senso lato).
Alcuni svarioni linguistici sono raccolti e approfonditi qui; se ne è invece un po’ discusso qui.
Comments on this entry are closed.