Tempo fa esprimevo le mie perplessità sul progetto di Genova Città Digitale, per come era condotto e per alcune dichiarazioni del consulente chiamato a coordinare il tutto. C’è stata un po’ di discussione, in quel caso, come potete vedere dai commenti, anche del diretto interessato.
Ieri si è tornati a parlare del progetto in occasione del lancio di un canale Youtube dedicato alla città, con una serie di filmati d’epoca che ne raccontano la vita e la storia. Una bella idea, come giustamente osserva Blimunda.
E tante altre belle idee sono in cantiere, si può leggere nell’articolo di Repubblica. Sportelli elettronici per le aziende, georeferenziazione su Google, una rete Wi-Fi o WiMax pubblica.
Belle idee? Mah. A me sembrano cosucce un po’ scontate, nel 2008. Cose che la città dovrebbe avere da tempo, senza che vengano sbandierate come chissà quale novità. Questi sono ormai servizi di base per il cittadino. Certo, è bello che si pensi a realizzarli.
Soprattutto in una città la cui biblioteca principale permette la connessione a Internet solo attraverso TRE postazioni fisse (e mettere il wireless lì, subito, invece che pontificare sul WiMax non sarebbe meglio?). Una città nella quale gli studenti universitari che lavorano sono costretti a lasciare gli studi per la totale inadeguatezza degli sportelli.
Ma mi sembra che ci siano molte parole, e pochi, pochissimi fatti.
Anche il citato canale YouTube, che pure piace, tradisce questa penuria di sostanza. Basta guardare l’header. Io spero (ma anche no) che non sia stato realizzato da un grafico professionista: è pessimo in tutto, dal font scelto (rigorosamente con un filtro base di Photoshop, che fa molto amateur) al logo del Comune orrendamente scontornato. Update: dopo alcune ore, mi accorgo che l’header è cambiato, così come il look del canale. Sa ancora un po’ di Myspace, è lontano dallo stato dell’arte, ma è già meglio.
Le idee possono essere anche ottime, ma se vengono confezionate con questa sciatteria, beh, allora sarebbe meglio lasciar perdere, per come la vedo io.

In linea teorica sono completamente d’accordo; sono o dovrebbero essere cose scontate. E dovrebbero essere fatte da professionisti e non con quell’aria da pizza&fichi che come giustamente fai notare contraddistingue il canale. Però la desolante verità è che non sono scontate per nulla. Io ho lasciato Genova 10 anni fa e da quello che racconta chi ci vive e che vedo io quando torno, la situazione è esattamente la stessa (se non peggio sotto alcuni aspetti). Per cui se succede qualcosa, anche se in ritardo, anche se raffazzonato, chiudo un occhio, facendo finta che sia il migliore dei mondi possibili.
Sai qual è la differenza, allora? Solo che io devo ancora andar via da qui. E segnali simili non fanno che rafforzare la mia voglia di farlo.
la vecchia versione della grafica faceva schifo… quella nuova a me non dispiace.. si vede di molto peggio in giro…
resta l’amaro a pensare comunque che non sono sempre dei professionisti a svolgere questi lavori perchè ancora oggi nel 2008 si pensa che le capacità di gestione di un progetto informatico le si possano trovare nello studente praticone o nell’hobbysta…
Hai ragione: io ho sviluppato amore e nostalgia per la mia città soprattutto quando ho iniziato a vederla da lontano. Quando ci vivevo mi sentivo soffocare. Bisogna staccarsi per amarla di nuovo. E, per quanto riguarda il discorso del lavorare gratis: se può consolare, è la stessa situazione dell’editoria, soprattutto online. Pare “normale” chiedere di scrivere pezzi per amore della gloria. Salvo poi lamentarsi se la qualità dei contenuti online è ancora scarsa…
Hai centrato il termine: soffocare. Proprio come mi sento ora. Sì, è il momento di cambiare aria.
Comments on this entry are closed.