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È tutto intorno a chi?

by Federico Fasce on 9 April 2008

Alfonso Fuggetta sostiene che il WiFi pubblico è un investimento totalmente sbagliato, perché già oggi, con un cellulare e un modem HDSPA è possibile il collegamento in mobilità senza alcun problema. Quest’idea circola nell’aria da un po’; se ne è accorto anche Massimo, che ha criticato una presa di posizione piuttosto bizzarra del ministro Gentiloni riguardo al Digital Divide.

Personalmente non sono convinto che il WiFi pubblico sia una panacea (anche se magari modificare il decreto urbani e mettere un po’ di WiFi nelle biblioteche e in alcuni luoghi pubblici male non farebbe), ma mi sembra altrettanto opinabile tirar fuori il cellulare come soluzione a tutti i problemi.

Cioè, non mi si può paragonare un WiFi pubblico a una soluzione che

  • non è performante come potrebbe essere una connessione fissa
  • è estremamente costosa
  • è soggetta a limitazioni nel traffico mensile
  • non porta avanti un concetto di neutralità, preferendo orridi walled garden.

Io parlerei di collegamenti in mobilità solo una volta sciolti questi nodi. Altrimenti l’internet pubblica rischia di diventare l’internet per pochi.

Francesco d'Elia April 9, 2008 at 10:42

Per prima cosa questo tizio non tiene conto del fatto che le connessioni HDSPA sono disponibili solo in aree limitatissime del paese e solo in condizioni ottimali..

La rete cellulare di fatto non esiste perchè dipende dalla rete fissa che non c’è..

In alcuni paesi del Viterbese non funzionano nemmeno i Bancomat quando piove e spesso non si riesce nemmeno a telefonare..

Anche il Wi-Fi nasce da connessioni fisse e, ad esempio, a Roma sulla Cassia non è possibile avere HDSL perchè è quella che bisogna avere e non l’ADSL totalmente inadatta allo scopo..

Quindi, come al solito..

Ma di che c**z* stiamo parlando..?

Marco Cattaneo April 9, 2008 at 10:49

Effettuare il paragone delle tecnologie, secondo me, non ha molto senso, poiché il wifi si appoggia a connettività landline, che può subire, a seconda del provider che la fornisce, shaping, limitazioni di performance e costi specifici. Il wifi non é altro che “l’ultimo miglio” di connessioni DSL, così come l’HSPDA é l’ultimo miglio della rete mobile.
I limiti di UMTS/HSPDA sono solo commerciali: prima o poi avremo connessioni flat, quasi gratuite, che possano garantire discreta stabilità (così come già avviene in aree ad alta densità urbana).
Effettivamente, secondo la mia valutazione, si arriverà a rendere il wifi pubblico poco utile, se si saprà sfruttare (tecnologicamente e commercialmente) la rete mobile per l’accesso a Internet.

gparker April 9, 2008 at 10:53

Al di là di tutti i problemi e le limitazioni tecniche e in un’ottica meramente teorica mi sembra più che altro che il WiFi pubblico non sia una soluzione ma una base.
Mi sembra che non si possa andare da nessuna parte nè fare nulla di veramente moderno, di veramente nuovo e innovativo e quindi utile se non esiste un sistema di connettività diffuso e disponibile a tutti a prezzi ragionevoli. Per l’appunto una base.
Poi vediamo cosa farci di utile.

Federico Fasce April 9, 2008 at 11:09

Marco, le mie perplessità non sono tecnologiche, ma sociali.
Gparker la pensa esattamente come me. Pur sapendo che il WiFi è un mezzo fallimento, ora come ora è l’unico modo per fornire una connettività a basso costo per i cittadini. Secondo me, come primo passo, non è importante avere connettività su tutto il territorio, quanto averla, libera e gratuita (o a basso costo: basterebbe un canone di un euro/anno pro capite) in luoghi nevralgici della città (biblioteche, musei, piazze, magari qualche zona dei parchi).

Non si può giustificare tutto con l’idea che in futuro HDSPA sarà ovunque e a bassi costi. Ora non lo è. E di connettività pubblica ne abbiamo bisogno adesso. Altrimenti ci mettiamo a rincorrere le telco mobili sperando che abbassino i prezzi (o che li rendano ragionevoli), cosa che, credo, non accadrà in tempi brevi.

Alfonso Fuggetta April 9, 2008 at 11:47

Non mi pare di aver detto “totalmente sbagliato”. Mi sono chiesto che succede con questa evoluzione impressionante del mobile. Ho appena adesso risposto sul mio blog ad alcuni commenti simili a quelli che ho letto qui.

Alfonso Fuggetta April 9, 2008 at 11:55

Dimenticavo.
Sul problema neutralità, ovviamente deve essere garantita. Ma già oggi quando mi attacco in HSDPA vado dove voglio. Certo bisogno essere certi che non vengano certi idee sbagliate.
Sulle prestazioni. Siamo con HSDPA a 7.2e con LTE e evoluzioni (vedi ultime sperimentazioni in giappone) siamo a oltre 200 Mb. Siamo così certi che WiFi sui pali dei semafori possa offrire di più?
Ripeto, sono solo dubbi i miei che vorrei veder risolti in modo più convincente di quanto non veda.

Federico Fasce April 9, 2008 at 12:24

Il problema, Alfonso, è che in molte città nemmeno ci si è posti il problema. E non mi sembra che gli attuali schieramenti se ne preoccupino più di tanto. Però aspettare che la tecnologia evolva e diventi disponibile per tutti, ecco, mi sembra un po’ poco.
In ogni caso condivido i dubbi: come ho detto, anche io ritengo il WiFi pubblico una non-soluzione.

Raibaz April 9, 2008 at 13:15

Come ho scritto anche da Fuggetta, però, pur essendo una non-soluzione, avrebbe il vantaggio di introdurre un po’ di concorrenza che magari accelererebbe la caduta dei costi per l’utente finale, cosa che altrimenti sarebbe mooooooolto lunga…

matteo balocco April 9, 2008 at 15:48

Io per esempio non possiedo un cellulare, nè voglio possederlo.
Ma possiedo un iPod Touch e quindi benedico chiunque mi metta a disposizione la sua wifi…

Ubik April 9, 2008 at 16:27

Il punto fondamentale che io non riesco a capire è per quale motivo la Internet senza fili dovrebbe essere l’unico settore in cui lo stato si mette a fare concorrenza alle aziende private, gestendo in proprio una rete mentre negli altri settori, per esempio per i collegamenti fissi o satellitari, si dovrebbe comportare diversamente.
Qualcuno me lo sa spiegare?

OT: Franscesco, hai letto qui?
http://vitadigitale.corriere.it/2008/04/videogiochi_miliardari.html

effemmeffe April 9, 2008 at 16:38

Io mi metto a ridere quando sento tutti questi discorsi e poi penso al mio povero papà che ha scoperto internet da sei mesi e lo sta godendo a ricchi 56k.
Porto lui come esempio perché io, che ci vivo a 500 metri ho fatto staccare il telefono visto che non ne potevo più di modem pstn ed ora navigo in ufficio o facendo war driving coll’iBook.
Ah, sì, potremmo usare quelle offerte che danno 100 ore, ma dalle mie parti non vanno a 7 mega, raggiungono a stento il mega il che fa loro perdere un po’ di appeal, no?

Gianluca April 9, 2008 at 17:01

Che ricondurre tutto all’HSDPA e simili possa essere sbagliato e magari legato a una logica commerciale a volte troppo stringente, puo’ essere vero.

Io pero’ in tutta onestà continuo a non capire questa mitizzazione del WiFi (intendo quello home che conosciamo tutti, non ovviamente tecnologie più efficienti come un eventuale WiMax) che mi pare altrettanto, anzi PIU’ sbagliata.

Investire su reti 802.11 ha senso solo in alcune situazioni, è impensabile coprire interi centri cittadini, con buona qualità, in WiFi semplicemente perchè quella NON è una tecnologia pensata per questo scopo.

Per farlo ci sarebbe bisogno di un numero enorme di hot spot, e le prestazioni sarebbero finanche parecchio inferiori a quelle della rete mobile a differenza di quello che supponi tu (salvo che tu non sia da solo ad usarla ovviamente): con l’aumentare di persone connesse infatti aumentano le collisioni e la velocità crolla. E’ un fatto delle reti wifi.

Le reti con tecnologia mesh – in parte in grado di risolvere alcuni di questi problemi – come esperimenti e progetti pilota fatti negli states dimostrano, non vanno sopra 1 o 2mbit continuativi e sostenibili in media e su larga scala: in quest’ottica l’HSDPA garantisce prestazioni migliori sin d’ora.

Dal punto di vista economico si farebbe prima a portare 2megabit sul doppino di tutte le case gratuitamente, piuttosto che iniziare a coprire tutto di hotspot, francamente: in quest’ottica, SI, ritengo anche io che progetti di questo siano tipo soldi buttati, salvo che si parli di location particolarissime e ad enorme passaggio umano (come già accade in centro a bologna da anni).
Ma di certo non si tratta di logica estensibile a molte realtà.

Fatemi capire, voi vorreste avere il WiFi in un centro di 5mila abitanti del Verbano, per dire? E se si vi aspettate pure che sia economicamente conveniente farlo, e che si vada in un punto qualsiasi del paesino più veloce che i 300-400 kbit di una rete EDGE di vecchia generazione ?

Se in HSDPA infatti sono coperte solo città di una certa dimensione, dove dotare la BTS di una nuova tecnologia è conveniente dal punto di vista economico (il mio centro di provincia da 56mila abitanti lo è, per dire), la situazione per il WiFi sarebbe ancora più restrittiva, limitandosi solo a zone centralissime, oppure ad artifici da smanettoni (superantenne sui tetti, ripetitori, velocità bassissime, ecc).

Riguardo infine i costi (tanto per affrontare tutte le tue argomentazioni) lasciatemi dire che tutto questo wifi aperto E legale di cui si favoleggia, è per lo più figlio di leggende metropolitane.
Persino negli stati Uniti, che è anni avanti su certe cose (ad esempio l’adozione tra gli uomini comuni di internet) gran parte degli hot spot seri sono accessibili solo con un contratto di telefonia fissa/mobile che prevede la possibilità di accedere a quel network.

Semplicemente negli stati uniti tutti quelli che usano davvero il telefonino hanno contratti che IN MEDIA costano dai 60 ai 100$ al mese. E quindi per i gestori è conveniente economicamente coprire le metropoli in Wi-Fi nei punti di maggior interesse (starbucks, centri commerciali, ecc) e darlo come ‘freebie’ su questi contratti.

Poi se uno banalmente vuole parlare di wardriving e mettersi a fare il lamerozzo è un altro paio di maniche, ma ditemi come fate ad applicare una logica economica come quella degli hotspot gratuiti per i clienti in Italia dove le persone dicono “è troppo caro” riferendosi a supereconomici contratti da 19-20 euro al mese (rispettivamente tre 5gb/mo e TIM 100ore).

Infine, sul walled garden, è più walled garden fastweb col suo merdoso ip interno che non ti fa fare un sacco di cose (non puoi neanche aprire una VPN o fare una sessione VNC con un server all’estero, o usare come cristo comanda bittorrent), che l’hdspa di vodafone, per dire.
Gran parte dei progetti WiFi poi sono ancora più walled garden per OVVIE ragioni (se arrivasse un lamer e si mettesse a fare p2p rovinerebbe l’esperienza di tutti gli altri utenti).

Questa la mia opinione sull’argomento, ammesso che a qualcuno interessi. Magari ci faccio un post, utilizzo questo commento come bozza, hahaha :-D

markingegno April 9, 2008 at 17:51

Ormai sia gli smartphone che i laptop hanno la possibilita’ di collegarsi sia in tramite wifi che tramite umts/hsdpa.

Persino il bluetooth 3.0 dovrebbe essere in grado di interagire con il wifi.

Non credo quindi, che una delle due tecnologie possa diventare obsoleta in un cosi’ breve lasso di tempo da rendere inutile l’investimento per la connettivita’ pubblica

In quale delle due tecnologie le amministrazioni pubbliche ritengano di investire, procedano, purche’ lo facciano in tempi brevi, perche’ ora sarebbe realmente un servizio al cittadino.

giorgio April 10, 2008 at 10:43

Piccolo contributo: ieri sera, mentre uscivo a comprare le sigarette, mi son trovato sul portone di casa un ragazzo spagnolo, laptop squadernato e agitato furiosamente nell’aere alla caccia di una connettività che si è poi scoperto essere la mia, rintracciata su Fon (abito in un interno cortile, per cui in strada il segnale arriva e non arriva). E’ andata a finire che ci siam bevuti una birra, con lui che mi raccontava scandalizzato il suo andare in giro da giorni alla caccia di connessione senza avere chiare possibilità pubbliche di accesso.
Credo che la connettività vada ormai considerata come un servizio, pubblico, utile, slegato da problemi tecnologici che non sta all’utente (ripeto, del servizio) doversi porre. Quale che sia la tecnologia, ma sia!

gparker April 10, 2008 at 11:01

Anche io ritengo che il WiFi non diventerà obsoleto in breve. E anche nella peggiore delle ipotesi, quella per la quale le velocità di connessione aumenteranno in brevissimo arrivando presto ad un regime che non è sostenibile dalla banda che il WiFi è in grado di veicolare e supponendo anche che la tecnologia non sia facilmente upgradabile, mi continua a sembrare logica una cablatura della città.

In fondo non è la tua connessione casalinga ma quella di emergenza e anche se non vai al massimo è pur sempre una soluzione provvisoria per svolgere i compiti essenziali. Cioè non ti vai a scaricare i film in giro per la città ma più verosimilmente a scaricare la posta.

Mi sembra assurdo cercare altre soluzioni e inseguire il rinnovamento tecnologico quando c’è una tecnologia ottimale. Certo magari (se funzionasse come promesso) sarebbe meglio il WiMax, ma giusto perchè con un medesimo hotspot copri una territorio maggiore.

markingegno April 10, 2008 at 18:14

@giorgio – fai presente al tuo amico spagnolo che io ed altri due miei amici in 4 giorni a Barcellona non abbiamo beccato un solo hotspot fon, ne’ wifi pubblico funzionante… cosi’ solo perche’ sto ancora rosicando un po’
http://snurl.com/241jy
:p

Alfonso Fuggetta April 10, 2008 at 20:57

Gparker:
> Mi sembra assurdo cercare altre soluzioni e inseguire il
> rinnovamento tecnologico quando c’è una tecnologia ottimale

La tecnologia WiFi c’è ma le reti no. Invece le reti mobili si. Oggi a Milano Wifi non ce l’ho mentre HSDPA si, Anzi c’è l’ho più o meno in tutti i posti in giro per l’Italia dove vado.

Ci si dimentica che per avere WiFi in una città bisogna mettere centinaia di hot spot, definire regole di accesso, gestire la rete, comprare accesso su un backbone, controllare che non sia usata per fini commerciali.

La mia domanda partiva proprio da questa considerazione: non facciamo prima a dare voucher a giovani, anziani e meno abbienti per usare HSDPA (e sue evoluzioni)?

Albert Antonini Mangia April 12, 2008 at 14:25

Fra le quattro ragioni elencate ritengo che il costo eccessivo sia la ragione che più di tutte fa la vera differenza fra connessioni via cellulare o modem HDSPA rispetto al Wi-Fi pubblico

gparker April 13, 2008 at 12:28

Alfonso
A me sembra una soluzione meno ottimale. L’HSDPA pur avendoci già le reti costa di più perchè ha costi maggiori.

Matteo Brunati April 16, 2008 at 11:29

Aggiungo qc spunto e qc esperienza su questi importanti temi .)
-> A proposito di Wi-Fi cittadine…

my 2 cent…

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