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Libri di carta e di web*

by Federico Fasce on 26 June 2008

Ieri mattina Robert Scoble ha scritto questo commento su FriendFeed (ve lo ripropongo pari pari, perché non esiste un permalink sugli oggetti di FF, o se c’è, non sono stato in grado di trovarlo grazie a eio che è il dio di FF per il permalink):

We are in the National Press Club where a ton of the most famous newspaper front pages are on the walls. I turned to my 14-year-old son and said “just think, in your lifetime you will see the death of newspapers. He answered: “yeah.”

La morte dei giornali. Il che mi fa venire in mente tante cose, ma soprattutto una: e cioè che è evidente che prima o poi giornali e libri dovranno avvantaggiarsi della tecnologia per superare i costi e l’impatto ambientale della carta. In molti vedono l’ebook come soluzione. Schermo ben leggibile, dimensioni contenute, lo sappiamo tutti. Io stesso inizio ad avere una libreria piuttosto nutrita di ebook (finti:son tutti PDF) e certo un sistema più pratico non farebbe schifo.

Però non riesco a farmi un’opinione precisa sulla tecnologia. Mi spiego. Una parte di me ne è entusiasta, soprattutto per quanto riguarda valori aggiunti tipo la ricerca nel testo e la possibilità di annotare il libro senza rovinarlo. Un’altra parte di me però riflette su tanti segnali che vedo in giro. Per esempio su Gianluca Nicoletti che afferma provocatoriamente che di libri se ne stampano troppi, e molti di questi sono inutili, e che forse la rete ci libera dalla schiavitù di un percorso di lettura predefinito.

E se guardo al mio modo di imparare degli ultimi mesi, mi rendo conto che i libri, oggi come oggi, hanno per me lo stesso peso educativo (in termini di tempo dedicato e competenze acquisite) dei numerosi articoli che leggo in rete. Siamo sicuri che questo equilibrio non sia destinato a rompersi in favore di un continuo e mutevole percorso che ritaglia la conoscenza su misura, permettendomi di imparare solo ciò che effettivamente mi serve? Certo questo magari non vale per la narrativa. Però mi sembra un dato non trascurabile.

Dicevo che non riesco a farmi un’opinione precisa. Ho solo una domanda: non sarà che alla fin fine gli ebook si inseriscano nel bel mezzo di un salto evolutivo già compiuto? E cioè che usino tecnologia per farci fruire della conoscenza con un sistema ormai vecchio e che in molti hanno già superato? Che siano soltanto il mezzo di una transizione che per molti è già avvenuta?

Non lo so. Ma diciamo che ho più di un sospetto. Sto a vedere, nel frattempo raccolgo pensieri e idee.

* titolo ovviamente dedicato alla memoria di Franco Carlini

eio June 26, 2008 at 06:08

il link alla frase di Scoble è questo:
http://friendfeed.com/e/a3edfaeb-e9d7-4e23-bfc6-421a82d29f02/We-are-in-the-National-Press-Club-where-a-ton-of/

ogni discussione ha il suo permalink, lo trovi premendo More (vicino a Comment e Like, per dire).

te lo dicevo che dovresti usarlo di più, per me ormai è una second life.
(oddio cos’ho detto)

Federico Fasce June 26, 2008 at 08:00

Grazie mille :)
In effetti dovrei usarlo molto di più. C’è però da dire che FreindFeed è un servizio che pecca ancora molto nell’interfaccia utente: le cose non sono mai dove uno si aspetta che siano. C’è ancora molto da limare secondo me. Fermo restando che è l’applicazione web dell’anno, eh.

radiowaves June 26, 2008 at 08:24

Si parla da troppo tempo degli e-book ma in giro non se ne vedono. Credo che le invenzioni veramente utili impieghino poche settimane, ormai, per diventare patrimonio collettivo, evidentemente invece questa è una tecnologia non così comoda. Mentre selezionare articoli di giornale in formato elettronico è rapido, comodo ed efficiente, leggere su schermo un intero libro, che richiede uno scorrimento pagina dopo pagina, probabilmente non lo è, al di là della comodità di potersi portare tutta la Berio in un palmare.

Federico Fasce June 26, 2008 at 09:05

Io ho provato diversi lettori ebook (per poco tempo, va detto) e a onor del vero devo dire che la lettura è assolutamente paragonabile alla carta: non stanca gli occhi come un monitor. Mi chiedo solo se le nostre abitudini di lettura e di informazione non stiano cambiando tanto da rendere lo stesso concetto di “libro” almeno un po’ obsoleto. Dopotutto il libro, così come lo conosciamo oggi, non è mica sempre esistito.

La domanda quindi è: l’ebook ci permette di leggere meglio i libri elettronici, che non sono altro che un remake digitale di quelli tradizionali. E se invece stessimo già muovendoci verso una forma completamente diversa? Che senso avrebbe l’ebook? Probabilmente avrebbero molto più senso monitor più comodi da leggere (che tra l’altro, piano piano…).

Però io non ho risposte su questo, ce lo potrà dire solo il tempo.

carla June 26, 2008 at 12:59

potrebbe interessarti questa lettura: Casati, Roberto. Tutto quello che Internet ci ha insegnato sulla vera natura del libro o, forse, gli interventi dell’intero convegno :-)

Federico Fasce June 26, 2008 at 13:23

Carla, ti ringrazio molto :)

Sara June 26, 2008 at 15:20

Se penso che nell’antichità i libri erano dei papiri che si scorrevano e oggi si scorre una lunga pagina virtuale per leggere trovo che la vera evoluzione sia un “recupero” delle invenzioni passate, pur contestualizzate in chiave tecnologica… troppo affascinante!

Tom June 27, 2008 at 11:57

Spunto veramente interessante, ed in effetti non hai tutti i torti. Difficile dire se gli ebook saranno semplicemente una transizione “dolce” verso una forma completamente nuova.

E’ vero comunque che si stanno affermando molto lentamente. Io nonostante abbia sentito sempre pareri positivi resto scettico (come molti..) sulla facilità di lettura.

Federico Fasce June 27, 2008 at 21:29

@Tom in effetti una volta o l’altra mi piacerebbe provarne seriamente uno. Perché appena lo vedi sembra fighissimo. Ma dopo 50-70 pagine?

Sergio July 4, 2008 at 11:53

Ho un lettore di ebook da Maggio e grazie a quello ho cominciato a leggere veramente parecchio. Per me l’ebook ha sostituito il libro.

Leggo tre tipi di “contenuti”: Narrativa, Saggistica e articoli raccolti in rete.

Narrativa: per lo più si tratta di classici e raramente testi scritti dopo il 2000: In particolare ho recuperato un sacco di autori di fantascienza (fuori catalogo da anni) tra i quali “Le fontane del Paradiso” di Clarke. Sono i libri che vanno via più velocemente.

Saggistica: anche qui recupero più che altro testi classici di filosofia e politica. Ho nella mia collezione anche qualche nuovo libro di quelli “alla moda” su internet (tipo “4 hour work week”) ma appunto, il fatto di trovare gli stessi concetti riassunti nei post su internet me li pone come seconda scelta. Ci metto un po’ di più a finire questi libri

Articoli raccolti in rete: sono quegli articoli di solo testo che “catturo” dai vari blog/siti (e spesso wikipedia) ogni giorno. è molto semplice raccoglierli e convertirli in un formato leggibile tramite ebook (anche se non sono ancora riuscito a rendere completamente automatico il progetto). Tengo questi articoli per quando ho poco tempo e non riesco a leggere un capitolo di uno dei due libri.

In generale quindi mi auguro che l’ebook soppianti completamente la carta per le pubblicazioni in bianco e nero. Il formato “libro” ha senso certamente per la narrativa, mentre può essere condensato in articoli per quanto riguarda tutto il resto.

Per questioni di ergonomia mi auguro che i blog Text Only comincino a creare delle versioni ebook :-)

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