Poi ti chiedi perché questa sinistra non ha vinto le elezioni.
Io mi chiedo anche chi cazzo voterò alle prossime elezioni, ma direi che il problema non si pone, visto che se queste sono le premesse, i prossimi risultati elettorali saranno scontati in secula seculorum.
Orbene, a bomba: leggo da Antonio che la sedicente opposizione ha ben pensato di schierarsi contro uno dei pochi provvedimenti con un minimo di senso della baracca Berlusconi, quello sull’adozione degli e-book a scuola.
Delle mie perplessità sul libro elettronico credo già sappiate (in caso, qui un promemoria). Sono perplessità che svaniscono di fronte all’adozione del formato elettronico da parte della scuola. Svaniscono perché i vantaggi sono innegabili: niente più studenti con la schiena spaccata in due, meno carta bruciata ad agosto (sì, mi spiace darvi questo colpo, ma i falò con i libri di letteratura latina si fanno ancora), meno carta e basta, minor peso sulle famiglie.
Delle perplessità della sinistra italiana, invece, vi rendo conto attraverso le parole di Maria Pia Garavaglia:
Uno dei punti più controversi è la norma che consente di scaricare i testi da internet ‘per contenere il costo’ dei libri scolastici. A parte che lo strumento on line, in quanto non filtrato, deve essere usato con precauzione dai più giovani, si crea una palese discriminazione, in quanto non tutte le famiglie posseggono un PC. Il costo per i genitori di dotarsi di un computer, di un abbonamento web, di una stampante e dei toner è senz’altro più elevato di quello dell’acquisto di un libro, uno strumento che gli studenti devono imparare ad usare e ad apprezzare, per la sua unicità
Da cui traspare: un odio stupido e luddista per un mezzo di comunicazione neutrale (ci risiamo: chi diceva che non è vero che la rete è demonizzata?), un’ignoranza totale sul mezzo e sulla sua fruizione (stampante? Toner? Capite che questi sono convinti che l’ebook VADA STAMPATO?) e una ridicola presa di posizione basata su un concetto di parità assurdo: cara onorevole Garavaglia, ma lo sa che oggi non possedere un computer (e quindi non saperlo usare) significa essere analfabeti?
Ma non solo: perché l’opposizione si preoccupa di queste che, in fondo, son questioni di lana caprina (non è che domani tutti distribuiranno solo il formato digitale, è evidente), e non si pronuncia in alcun modo sull’attacco finalizzato a distruggere l’università italiana, trasformando gli atenei in fondazioni, né sulla piena affermazione di un precariato che rende il futuro di quegli stessi studenti sempre più incerto?
Io li ho pure votati questi. Ma qualcuno mi spieghi, un’opposizione così a che cosa serve. No, davvero, spiegatemelo. Odio profondamente il governo attuale, che sta affossando il paese e ci trascinerà nel terzo mondo, ma questi qui non mi sembrano proprio da meno.

Non trovo un singolo motivo per non essere completamente d’accordo con te. Gommaweb
qui lo dico e qui lo nego: adesso capisci perche’ io invece ho fatto scheda bianca, per la prima volta da quando voto?
verrebbe da iniziare una discussione sul significato della politica oggi, ma si andrebbe fuori tema, oltre ad essere con tutta probabilità brasati da akismet :-)
ci trascinano nel qualunquismo come sabbie mobili …
Aspetta Federico, ci sono due punti sui quali mi devi chiarire le idee:
1 – “Capite che questi sono convinti che l’ebook VADA STAMPATO?”
Ma perché, tu invece pensi che improvvisamente gli studenti italiani a settembre verranno dotati di un Kindle, omaggio del ministro dell’istruzione?
È chiaro che l’adozione degli e-book (che io approvo e anzi caldeggio da mo’) vedrà una prima fase in cui questi (che poi non sono altro che dei pdf) verranno scaricati e stampati, magari a pezzi, tipo solo il capitolo che mi interessa, comunque una bella rivoluzione rispetto ai miei tempi.
2 – “non possedere un computer (e quindi non saperlo usare) significa essere analfabeti”
No, qui proprio non ti seguo. Io conosco parecchie persone, e non sto parlando di anziani, che non hanno il computer o che non lo sanno usare; e sono tutt’altro che analfabeti.
Occhio che il mondo reale, là fuori, è parecchio meno geek di noi duepuntozeri.
Xlthlx: sì, lo capisco, fin troppo bene. E inizio a pensare di aver fatto un errore ad andare a votare. Ma è un pensiero che, ti dico la verità, mi angoscia, perché significa che in questo paese non esiste democrazia, e io non sto facendo nulla per cambiare le cose.
Mr OZ: per me, nel mondo reale, non avere un’istruzione informatica anche di base, oggi equivale all’analfabetismo negli anni venti. Punto. Poi, se vogliamo essere il quarto mondo, allora è un altro paio di maniche. Non è questione di essere geek o meno, ma di vivere nel proprio tempo.
E riguardo al punto 1: non è che tutto vada stampato, si può anche leggere a schermo.
Federico: non solo è come essere analfabeti negli anni venti (quando la generazione dei nostri bisnonni, dopo essere PURE tornata dalla guerra, spesso e volentieri la sera si metteva davanti a un libro per recuperare il tempo perduto), è una odiosa e micidiale miscela di snobismo e orgoglio, come quelli che – tutti fieri – ancora oggi dicono “ah, io della matematica non capisco e non capirò niente”, mentre la banca li inchiappetta con tassi di interesse a due cifre.
E’ rinunciare scientemente alla propria libertà per non voler far la fatica di aprirsi una porta, o, se sei dietro al tavolo da cui si decide, voler privare – sempre consapevolmente – la gente degli strumenti per acquisire quella e tante altre libertà.
Aside: avendo avuto a che fare dal’interno con i libri scolastici, tanti anni fa, non oso nemmeno iniziare a immaginare le schifezze che gli editori sarebbero capaci di inventarsi tra DRM e chissà che altro – diciamo che non la vedrei comunque tutta rose e fiorellini
E notare: di là dall’oceano perfino il settantenne McCain, dopo una prima sparata del genere “Computer? Internet? No, non ci capisco niente, non mi interessa”, e il polverone che si è alzato su tutti i media, perché è ovviamente impensabile che un candidato alla presidenza degli USA nel 2008 ignori la rete, soprattutto quando il suo oppositore vi ha costruito gran parte del suo successo, ha dovuto fare una precipitosa marcia indietro, ammettendo (vado a memoria) “sono consapevole che internet e i blog stanno cambiando la faccia dell’informazione e della società, e dovrò imparare molto, ma ci sto lavorando”.
Tranquillo, Mr Oz, i tuoi pruriti pseudo-egualitaristi sono fuori tempo massimo (oltre che fuori luogo): il 90,1% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni hanno un computer a casa. E se non ci “giocano” gli anziani (ma sono in forte aumento) è perché viviamo, per l’appunto, in una società del cazzo, che parla ancora di queste cose come fossero “privilegi borghesi”, invece che il pane quotidiano di una vita minimamente dignitosa.
BTW, pensate che stronzi Negroponte & C., quelli che si sono messi in testa di dare un pc a basso costo ai bambini dei paesi del terzo mondo: stronzi sabotatori, perché non gli paracadutate in testa qualche tonnellata di libri “old style”? Sono certo che i nostri generosissimi editori sarebbero felici di contribuire, scommettiamo?
Guarda, sono convinto che internet e la rivoluzione digitale cambieranno (miglioreranno) il mondo e lo stanno già facendo.
Ma “analfabeta” è un termine un po’ troppo tagliato con il coltello.
Oggi è possibile farsi una cultura immensa senza toccare un computer.
L’analfabetismo degli anni 20 era tutta un’altra cosa.
Riguardo al problema degli ebook scolastici: mica difendo la Garavaglia, solo mi chiedo come possono essere introdotti se non facendoli scaricare e stampare? A me, as for now, sembra l’unica soluzione praticabile, e nemmeno tanto malvagia.
Ciao Antonio, non ho mica capito a cosa ti riferisci. Ho scritto due cose:
1 – che l’eventualità di stamparsi a casa i libri scolastici non mi sembra poi male, anzi forse è un’evoluzione naturale.
2 – che chi non ha un PC non è un analfabeta.
Dov’è che sarei fuori luogo?
E non dirmi che credi a una ricerca che sostiene che il 90% dei ragazzi italiani ha il PC.
Federico penso che dovresti dare un po’ di contesto. Certamente sul concetto generale non si può che essere d’accordo, bisogna incentivare e sfruttare l’online come canale attraverso cui accedere ai materiali di studio. Concretamente il governo quali misure sta prospettando, quali fasi e quali strumenti organizzativi prevede per muoversi verso questo obbiettivo?
O l’importanza del provvedimento starebbe proprio nel porlo un obbiettivo, con forza di legge, lasciando ad editori e provveditorati di fissare gli aspetti concreti del metterlo in atto? In ogni caso mi sfuggono troppi elementi.
Oz, chiediti che strade aperte possa avere un ragazzo che cresce senza sapere cosa sia un computer, oggi. In un paese non del terzo mondo, intendo (ma anche lì).
È chiaro che uno può anche avere una cultura enorme, ci mancherebbe.
Ma parte di questa cultura, piaccia o no, oggi ha a che fare con le tecnologie. E, per come la vedo io, uno che non sa usare un computer e non ha più di cinquant’anni, oggi, rischia di essere tagliato fuori dalla società. Esattamente come se fosse analfabeta.
Come ho già detto, a meno di non voler essere quarto mondo, ma allora il discorso cambia completamente. IMHO.
Tonino, io credo che in mezzo ai disastri che questa gente sta combinando, anche solo dare un segnale che dimostri un’attenzione minima verso il futuro, è già qualcosa. Poi hai ragionissima, mancano un po’ troppi elementi.
Ma il punto centrale del mio rant era: perché l’opposizione si preoccupa di quest’idea, che, per ben che vada, resterà tale? Perché sente la necessità di remare contro e di mettersi in una posizione decisamente retrograda? E soprattutto perché volge lo sguardo verso una norma trascurabile, e fa poco o nulla per contrastare altre porcate, quelle sì, davvero pericolose per il futuro del paese?
@Mr OZ:
“2 – che chi non ha un PC non è un analfabeta.”
Un bambino (non si parla di 70enni) che non potrà accedere a un computer durante la sua istruzione sarà inevitabilmente come un analfabeta al momento di entrare nel mondo del lavoro.
@Antonio Tombolini:
“BTW, pensate che stronzi Negroponte & C., quelli che si sono messi in testa di dare un pc a basso costo ai bambini dei paesi del terzo mondo: stronzi sabotatori, perché non gli paracadutate in testa qualche tonnellata di libri “old style”? Sono certo che i nostri generosissimi editori sarebbero felici di contribuire, scommettiamo?”
Non pensare che Negroponte lo faccia perché vuole salvare il mondo. La società dietro l’OLPC è una azienda che pensa al guadagno come tutte le altre e l’OLPC non è sicuramente la panacea di tutti i mali, anzi.
Sarà perchè le porcate pericolose provengono da entrambi gli schieramenti a fasi alterne…
ha ragione mr oz. voi siete una minoranza e non ve ne rendete conto.
kurai, tu poi mi stupisci. ti aspettavi che dal prossimo anno tutti i bambini sarebbero andati a scuola con un lettore di ebook? o magari con un eeepc?? (comprato apposta per la scuola ovviamente, perché il notebook sarebbe ancora troppo pesante)
è divertente criticare i politici. intanto se loro stanno in parlamento evidentemente sono riusciti a farsi eleggere ed evidentemente riescono a capire meglio di voi il pensiero delle masse (infatti sono anche loro una massa di ignoranti in materia di IT, proprio come il paese che rappresentano.)
e comunque olpc non regalerà i computer ma mi pare che sia una società no profit che tra parentesi è stata criticata proprio perché nel terzo mondo ci sono problemi ben più urgenti dell’alfabetizzazione informatica
Eric, la prossima volta, prima di commentare, leggi bene quello che ho scritto, grazie.
Come ho già detto, se vogliamo essere terzo mondo, nessun problema. Stiamo percorrendo la strada giusta. Il resto del mondo, però, va da un’altra parte.
Vediamo di rendercene conto, una buona volta.
@eric:
“e comunque olpc non regalerà i computer ma mi pare che sia una società no profit che tra parentesi è stata criticata proprio perché nel terzo mondo ci sono problemi ben più urgenti dell’alfabetizzazione informatica”
Sono una società FOR profit, e di soldi ne hanno anche molti nonostante gli utlimi disastri manageriali.
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