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La desolazione partitodemocratica

by Federico Fasce on 27 August 2008

Ora, siamo chiari. Non è che la festa de L’Unità sia più quella di un tempo, qui a Genova. Una volta, per dire, ne organizzavano una tutti i quartieri, oggi è relegata in uno spazio sempre più angusto nelle aree di esposizione fieristica, dalle parti di piazzale Kennedy.

Addirittura quest’anno la libreria Assolibro che era stata presenza fissa nelle scorse edizioni (e che spesso era una preziosa fonte di libri non convenzionale) è stata eliminata con naturalezza e sostituita da un’orrida “piccoli editori genovesi”, che ben descrive la provincialità del tutto.
Perfino i comici Balbontin e Ceccon, che normalmente mi fanno molto ridere, ieri sera erano scialbi e fuori forma.

Ma la vera cartina al tornasole della triste situazione in cui versa il PD è la terribile voce registrata che scandisce appuntamenti e informazioni con una tristezza profonda, che viene fuori da un mix esplosivo tra la coccina genovese e un entusiasmo che nemmeno Natolia, memorabile personaggio di Marina Massironi, riuscirebbe a trasmettere.

Detta voce, per inciso, ogni due per tre ricordava ai quattro gatti presenti (sindaco Vincenzi compresa) di apporre una firma su una petizione “contro le politiche del governo Berlusconi” che sarà presentata non ho ben capito a chi durante una manifestazione che si terrà a ottobre a Roma.

Ora, io questa cosa non riesco a levarmela dalla testa. Forse sono io a essere politicamente scarso (lo sono, inutile nasconderlo, anche se cerco di migliorare). Forse è il fatto che a me una petizione contro le politiche del governo B. fa lo stesso identico effetto degli scioperi contro la droga organizzati ad hoc al liceo perché il rappresentante di turno aveva il compito in classe di latino e voleva bigiare. Insomma che cazzo vuol dire “contro le politiche del governo B.”? Tutte, indistintamente solo perché si tratta dell’altra parte politica? O solo alcune? E allora come mai i rappresentanti del PD si dicono d’accordo su molte idee della maggioranza?

Ma soprattutto: io ho votato dei rappresentanti che hanno il compito di fare opposizione. Non la stanno facendo, si limitano a nicchiare e a non prendere posizione (se non su questioni di importanza relativa e per prendere le difese di alcune lobby). Mi spiegate a che diavolo serve la petizione? Pensano di far politica con i sistemi di Beppe Grillo? Non sarebbe il caso invece di protestare con i rappresentanti eletti? Una era anche presente alla festa. Si poteva, per dire, cominciare da lì.

Per chiudere, questa festa del PD desolata, fredda, triste, organizzata proprio dove dal mare sale un odore pesante e salmastro, con comici che non fanno ridere (credo non per scarsa bravura, ma per colpa dell’atmosfera generale), il cui maggior evento è costituito da una falena di dieci centimetri che tira le cuoia sull’asfalto, sia una perfetta metafora di chi la organizza. Non è mica una buona notizia.

Tambu August 27, 2008 at 10:16

perché no i piccoli editori? in fondo una festa locale dovrebbe essere radicata nel territorio, e far conoscere i piccoli edirtori locali potrebbe portare alla vendita di qualche libro locale, il loro tipico cavallo di battaglia. Non la vedo così male dopo tutto…

Federico Fasce August 27, 2008 at 10:21

Il problema è che alla fine si scade sempre nel provinciale. Così non funziona, dovremmo aprirci un po’ di più alle altre culture. In ogni caso, va benissimo lo spazio locale, ci mancherebbe. Ma non si può non affiancare qualcosa di più ampio respiro. IMHO.

trini August 27, 2008 at 11:02

federico vuoi la verità? il pd è un po’ come il popolo dell’isola del dottor moreau un qualcosa che non ha una propria identità.. quella precedente è stata sottratta e sostituita con qualcosa di artificioso..

poi nel merito la minoranza non ha il compito di fare opposizione (cioè essere contrari per partito preso), ha quello di partecipare e monitorare l’opera della maggioranza proponendo alternative e denunciando mancanze ed errori possibilmente nel merito… attualmente è nel merito delle cose che il pd non esiste..

Federico Fasce August 27, 2008 at 11:23

Appunto, il fatto è che non sta monitorando né partecipando. Il fatto che non debba essere contraria a tutto per partito preso è esattamente quel che penso io e che mi lascia perplesso quando si parla di raccolta firme “contro berlusconi”.
Il punto è: o non si fa nulla o si va contro tutto tanto per fare. Ma una via di mezzo, no?

Davide Tarasconi August 27, 2008 at 14:39

L’insulto razzista del parcheggiatore nei confronti di un gruppo di romeni ai quali assistito recentemente ad una locale Festa Democratica (…) non é che una delle avvisaglie che se questa gente non ha identità, forse é meglio. Perché se avesso una identità, sarebbe uguale a quella “dell’altra parte”.

Il PD, come scrissi già all’epoca della sua istituzione ufficiale, é nato morto.
Poi siamo tutti bravi a criticare e nessuno propone.
Ma intanto é già faticoso fare notare le ovvietà…

Abito in un comune di 5000 abitanti la cui giunta è stata commissionata per oltre un anno causa incapacità di gestione (una cosa che non s’era mai sentita). Questo é il livello della politica italiana e la politica la fanno gli italiani. Cosa proporre quindi?

trini August 27, 2008 at 14:45

[->Davide] una provocazione.. e se aprissimo il mercato degli amministratori a professionisti stranieri?
Scherzi a parte l’incapacità è figlia di una amministrazione dove i livelli di responsabilità non sono facilmente identificabili per cui è facile trovare posto ad imbecilli e raccomandati senza patire troppo..

Davide Tarasconi August 27, 2008 at 15:48

trini, io, personalmente, accetterei volentieri infiltrazioni straniere nelle amministrazioni, a qualsiasi livello, ci sarebbe solo del guadagno, sia in termini di bilancio che in termini culturali.

(questo mi ricorda la levata di scudi quando si propose di fare arbitrare partite del campionato di calcio ad arbitri stranieri – PAURA EH! (cit.))

ma io, a detta degli amici internazionali che mi son fatto in Erasmus, sono ben poco italiano.

per questo non valgo niente politicamente, sia perché non ho le caratteristiche attitudinali per farmi strada in prima persona (ci ho provato, timidamente, ma anche a livello ultra-locale ci sono da baciare troppe mani) sia perché il mio voto finirà inesorabilmente a quelle frange “estremistiche” che rimangono sempre ai margini pur di mantenere un minimo di identità.

qualsiasi mia proposta prevederebbe in primo luogo la deportazione in massa di tutta la classe politica e politicante che ha più di 40 anni. ammesso e non concesso che anche le generazioni successive non siano già state irrimediabilmente compromesse. (la maggior parte dei miei coetanei, ad esempio, non si interessa minimamente di politica)

antonio vergara August 27, 2008 at 20:42

ho saputo che a firenze hanno cantato i pooh mentre azione giovani ha reclutato bennato e il pdl i nomadi. già questo basta per capire… :)

Atos August 31, 2008 at 14:25

Quoto al 100 % DAVIDE >> .. qualsiasi mia proposta prevederebbe in primo luogo la deportazione in massa di tutta la classe politica e politicante che ha più di 40 anni

e anche io temo che ( .. ammesso e non concesso che anche le generazioni successive non siano già state irrimediabilmente compromesse )

Ragazzi …( sono solo un classe ’62), secondo me con il PD così com’è (ma com’è cosa ?) non non ne veniamo fuori.

Uolter oramai parla solo di “Obama” e mi pare Occhetto ai tempi d’oro: s’indigna quando deve glissare e glissa quando deve indignarsi.
Avete notato che usa sempre più spesso la frase : ” lancio una proposta” ?

Ricordo (sempre merito della classe 62) che Achille, da segretario del PDS, arrivò a lanciare tre o quattro proposte al giorno….. a chi e dove non si sa.

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