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Progettare a fumetti

by Federico Fasce on 1 September 2008

Long story short: Google manda al blog Googlescoped (ehi, e ai Googlisti niente? Ci sono anche loro, che diamine) un po’ di materiale su un nuovo progetto per un browser, chiamato in codice Chrome.

Quello che è interessante è che il progetto – 38 pagine – è una sorta di storyboard a fumetti realizzato da Scott Mc Cloud, che potete leggere qui.

Ora, per chi non fosse del mestiere, bisogna dire che Scott Mc Cloud è un bravo fumettista, autore di una serie di libri che esplorano la bande dessinnée con una profondità da semiologo, ma con la leggerezza e la semplicità di chi davvero sa comunicare per immagini. Se potete, leggetevi “capire il fumetto“: è una lettura interessante per tutti, ma fondamentale per chi volesse occuparsi di progettazione e di design.

Proprio per questo, memore del mantra il mezzo è il messaggio, non ho potuto fare a meno di paragonare questo concept a quello di Aurora, il browser del futuro progettato da Adaptive Path.

La premessa è: nessun giudizio di valore sui concept, ma appunto solo sui modi di presentarli.

Io trovo che la soluzione di Google sia vincente: Adaptive Path mostra troppa, troppa grafica. Troppe cose che sanno più di prodotto finito che di concept. Risultato? Tutti immaginiamo quella grafica per Aurora, lo vediamo già completo. E soprattutto, per usare proprio le parole di McCloud, prestiamo più attenzione al messaggero che al messaggio. La semplicità dle fumetto di Google, invece, riduce a icona ogni personaggio e ogni elemento grafico, in modo da farci concentrare sul vero obiettivo del discorso: il concept.

È una cosa che secondo me va tenuta molto bene a mente quando si progetta. Ma non solo: sull’importanza dell’icona devo proprio riflettere (ricordate Sackboy? C’entra anche lui).

Davide Tarasconi September 1, 2008 at 22:15

Quindi il suggerimento sarebbe: mostrare il meno possibile per far capire i concetti.

Sarà, ma 38 pagine sono eccessive e il dover fare lo scrolling é abbastanza scoraggiante: alla quarta pagina ho mollato.

Un video di 5 minuti invece lo guardo fino in fondo.

Federico Fasce September 1, 2008 at 22:29

Davide, non è proprio così. È che a volte troppa grafica svia dall’argomento principale.
BTW, il fumetto non è stato pensato per la fruizione a video: è arrivato a Blogoscoped in formato libretto di 38 pagine, poi loro lo hanno scannerizzato.

Sergio September 1, 2008 at 22:52

Anche io ho abbandonato alla terza pagina… lo leggerò con più calma ma al primo colpo non mi ha “catturato” (ok è quasi mezzanotte e stavo facendo tutt’altro).

In ogni caso l’idea di un concept a fumetti è molto buona. Non tanto per l’immediatezza del fumetto, quanto appunto per la spiegazione con esempi chiari delle caratteristiche del prodotto che si sta progettando.

In generale è una mia buona regola scrivere delle “storielle” allegate ai miei progetti (se ho tempo, naturalmente).

Ad esempio “Alice è una nuova utente e quindi clicca sul tasto nuovo utente, al primo login apparirà un tutorial…”
“Bob invece è un utente attivo da diverso tempo: una volta loggato gli apparirà una videata con le ultime attività…”

Naturalmente presentando questi esempi il concept prende vita: non abbiamo più un insieme di funzioni correlate ma abbiamo già una idea di come risulterà il prodotto finale.

Inoltre il processo di stesura di queste storielle di utilizzo aiuta ad evidenziare un sacco di difetti che altrimenti potrebbero arrivare indisturbati fino al rilascio del prodotto finito.

Complimenti quindi a Google: cercheremo di copiare :-)

pietroizzo September 2, 2008 at 00:44

sarà che sono un grande fan di scott mccloud ma me lo sto leggendo tutto, grazie della segnalazione! Mi prende più il fumetto dell’argomento in sé e per sé… :-D

pecus September 2, 2008 at 10:56

è una riflessione validissima, e già qualche settimana fa, in vacanza, in completa apnea digitale e rilassato respiro analogico, riflettevo sui due concept recenti confrontandoli dal punto di vista dell’efficacia nel veicolarne la proposta: Morph di Nokia e Aurora. Ora si aggiunge Chrome, e abbiamo una modalità in più:

  1. un video fortemente improntato alla realtà, che presenta il prodotto come finito, eseguibile, utilizzabile
  2. un video in forma di watercolor animation, che resta nell’ambito della speculazione ma ne presenta efficacemente l’impatto culturale, sociale e ambientale
  3. un fumetto che introduce un prodotto molto più prossimo dei precedenti, e ne anticipa le caratteristiche senza distrazioni su dettagli in questo momento secondari

di tutte tre le proposte, aurora è quella che ne esce più bastonata (e a mio parere non solo in termini di presentation ma anche e soprattutto in termini di value). morph resta nell’ambito della possibilità, ma convince nel generare aspettativa, nel polarizzare l’attenzione verso lo sviluppo della tecnologia, nell’avvicinare al possibile quello che è dominio puro della fantasia o fantascienza. chrome esce oggi, ma anche senza uno screenshot il fumetto convince nel presentarlo pronto e disponibile.

ottimo lavoro (e ottima analisi federico)

Dario Salvelli September 2, 2008 at 10:57

Io sull’idea del concept sono d’accordo Federico però il librettino da 38 pagine mi sembra un pochetto esagerato. Cioè il browser non è mica il programma del PD. :P

Folletto Malefico September 2, 2008 at 11:38

Concordo pienamente: il fumetto veicola molto, ma molto meglio il concetto dietro a quello che verrà rilasciato presumibilmente oggi, al contrario delle altre presentazioni che erano solo visuali… l’efficacia è notevolmente superiore.

Oggi peraltro ho chiesto ad amici non tecnici che l’avevano letto cosa ne pensavano: il risultato è che tutti avevano capito non solo il senso generale, ma anche dettagli “tecnici” che sono stati esposti.
Un risultato impressionante, a mio avviso.

Sulla lunghezza posso essere per certi versi d’accordo, ma secondo me lo scopo non è tanto presentare il browser, ma presentarlo e contemporaneamente spiegarne ideologia, motivi e dettagli.
E’ ben più di una presentazione, ma anche una opera di evangelizzazione culturale. Non parla solo di Google Chrome, ma di tutta Google e di tutto il web.
Secondo me va e deve essere intesa con questo scopo più ampio. :)

P.S.: sull’importanza dell’icona sono disponibilissimo al confronto. ;)

Ziggy September 2, 2008 at 13:16

@ Davide Tarasconi: A me invece una cosa che rompe le balle in modo incommensurabile sono proprio i video tutorial. Già faccio fatica a guardare fino in fondo i video scemi linkati dagli amici, ma un video tutorial proprio non lo reggo. Anche se è lungo 2 minuti. E’ proprio il medium che mi indispone, così anti-interattivo… stare lì e guardare senza fare niente mi uccide, e quasi automaticamente il cursore va sulla barretta del fast forward, solo per il gusto di intervenire in qualche modo.

Invece il fumetto me lo sono letto tutto con gusto, ci ho messo quasi mezz’ora, ma il solo fatto di poter scorrere le immagini a mio comodo, soffermandomi sui passaggi più tecnici, scorrendo rapidamente quelli più discorsivi e saltando a piè pari quelli meno interessanti, mi ha dato quella sensazione di fruire attivamente, e non passivamente, delle informazioni che mi venivano fornite.

Andiamoci piano quindi con il definire un medium migliore di un altro. Il testo scritto o l’illustrazione possono annoiare qualcuno, mentre per altri possono essere la chiave più adatta. Non credo che esista una regola univoca.

Silvia - Googlisti September 2, 2008 at 14:49

He già…chissà dove avevano la testa, quelli di Google! :P

Scherzi a parte, penso che scegliere un format così “informale” la dica lunga sull’intera filosofia aziendale!
Integrare in una presentazione “tecnica” la leggerezza ed immediatezza tipiche del fumetto potrebbe sembrare una scelta azzardata, ma a mio avviso è una mossa assolutamente ingegnosa che, anzi, strizza l’occhio alle sempre valide Lezioni di Calvino. E, come dice Folletto Malefico, raggiunge risultati impressionanti in termini di comprensione da parte dell’audience.

Davide Tarasconi September 2, 2008 at 16:59

@Ziggy, se parliamo di indisponibilità al video, per quello conosco persone incapaci persino di guardare un film per intero senza fare fast-forward.

In ogni modo trovo abbastanza contro-intuitivo che tu dica di preferire mezz’ora dedicata al fumetto in questione (che é obiettivamente troppo lungo e non adattato per il web) piuttosto che a 2/5 minuti di video. E anche sulla interattività, non credo che il fumetto la spunti di molto sul video.
(e lo dico da lettore di fumetti abbastanza navigato)

Il punto della discussione era tuttavia un altro: certo Google probabilmente é riuscita a trovare un modo originale (per quanto rivedibile) per presentare un prodotto ed una filosofia. Bene, bravi, bis.
La “riduzione ad icona” della quale parla Federico può però essere applicata anche ai video (vedi infografica e simili) quindi la supposta guerra video vs. fumetto in realtà non esiste. Futura contaminazione dei generi, quello sì.

Ziggy September 2, 2008 at 18:08

> In ogni modo trovo abbastanza contro-intuitivo che tu dica di preferire mezz’ora dedicata
> al fumetto in questione (che é obiettivamente troppo lungo e non adattato per il web)
> piuttosto che a 2/5 minuti di video

E’ proprio questo il punto, invece. Non si tratta di “tempo perso”, nel qual caso avresti ragione tu, ma proprio di modalità di fruizione. La “lezione” in video è per me (e per molti) ancora meno attraente che, ad esempio, presenziare fisicamente a una conferenza: almeno lì puoi distrarti prendendo appunti, escogitando domande più o meno intelligenti da porre al relatore, osservando la nuca di quello davanti, ecc. Il video richiede invece dedizione assoluta e interazione nulla. La morte dell’attenzione.

Il film è diverso, è narrazione. Lì la passività è un plus, ti siedi e lasci che la storia ti venga lentamente rovesciata addosso. Non ho nessun problema a sciropparmi un film di tre ore, ma non tollero la lezioncina di tre minuti sul funzionamento di un software. Sarò strano.

Comunque il motivo del mio commento non era strettamente un dibattito “video” vs. “fumetto”; il punto era che non esistono media giusti o sbagliati in assoluto, solo che alcuni possono avere più appeal di altri verso determinate categorie di persone. A me l’idea del fumetto è piaciuta parecchio, e a giudicare dagli altri commenti non sono l’unico (senza contare che è molto ben fatto, considerato l’argomento piuttosto tecnico).

federico September 5, 2008 at 20:17

beh io invece quel fumetto me lo sono letto tutto. sarà anche che era un momento di calma ma mi è piaciuto.
bella l’idea di far parlare lo staff in versione fumettosa, sembra proprio che tolga tutte le barriere tra l’azienda e il pubblico e poi reiscono a spiegare concetti abbastanza complicati in modo semplice anche per chi non è proprio addetto ai lavori

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