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	<title>Comments on: Knowledge workers united</title>
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	<description>A game designer&#039;s wicked world</description>
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	<item>
		<title>By: 0disse0</title>
		<link>http://insertcoin.kurai.eu/641/knowledge-workers-united/comment-page-1/#comment-36010</link>
		<dc:creator>0disse0</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 16:37:39 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;p&gt;@Felter Roberto: io ho avuto un&#039;esperienza simile, il mio commercialista (ex) non ci capiva una mazza del lavoro che faccio - knowledge worker - e mi fece predisporre la contabilita&#039; come un commerciante. Ancora oggi, a 5 anni dalla chiusura della partita iva, pago a rate le tasse che dovevo allo stato per il solo fatto di esistere ...&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Invece com&#039;e&#039; sta cosa del consulente dell&#039;agenzia delle entrate? Dove ci si rivolge? Mi sembra ottima: uno va direttamente dal &quot;carnefice&quot; cosi&#039; non succede come nel mio caso, che dopo cinque anni qualcuno impazzisce e dice che io (il commercialista invero) ho &quot;sbagliato&quot; a dichiarare e quindi mi multa come se fossi la FIAT ...&lt;/p&gt;
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Felter Roberto: io ho avuto un&#8217;esperienza simile, il mio commercialista (ex) non ci capiva una mazza del lavoro che faccio &#8211; knowledge worker &#8211; e mi fece predisporre la contabilita&#8217; come un commerciante. Ancora oggi, a 5 anni dalla chiusura della partita iva, pago a rate le tasse che dovevo allo stato per il solo fatto di esistere &#8230;</p>

<p>Invece com&#8217;e&#8217; sta cosa del consulente dell&#8217;agenzia delle entrate? Dove ci si rivolge? Mi sembra ottima: uno va direttamente dal &#8220;carnefice&#8221; cosi&#8217; non succede come nel mio caso, che dopo cinque anni qualcuno impazzisce e dice che io (il commercialista invero) ho &#8220;sbagliato&#8221; a dichiarare e quindi mi multa come se fossi la FIAT &#8230;</p>]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Very Important Blogospherian 2008 &#124; WebGarden</title>
		<link>http://insertcoin.kurai.eu/641/knowledge-workers-united/comment-page-1/#comment-20067</link>
		<dc:creator>Very Important Blogospherian 2008 &#124; WebGarden</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 00:41:27 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;p&gt;[...] Knowledge Workers United: Federico e Dario sono stati nel 2008 un punto di riferimento per la massa sempre crescente di professionisti del web, etichetta sotto cui si raccoglie una massa indefinita che va dai blogger ai designer. Hanno aggregato domande e risposte consentendo a questa massa sotto-rappresentata di orientarsi nel labirinto delle leggi e della burocrazia italiana. Le rivendicazioni e lo status dei lavoratori nell&#8217;economia della conoscenza è un punto fondamentale per lo sviluppo e la crescita dell&#8217;intera Italia nell&#8217;epoca dell&#8217;Information(al) Age. La condivisione di Dario e di Federico aiuta a colmare evidenti e gravi lacune che rendono difficile la vita quotidiana dei professionisti italiani. Ancora una volta, come nel caso di Daniele, la rete unisce, informa, critica costruttivamente e non chiede nulla in cambio. [...]&lt;/p&gt;
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Knowledge Workers United: Federico e Dario sono stati nel 2008 un punto di riferimento per la massa sempre crescente di professionisti del web, etichetta sotto cui si raccoglie una massa indefinita che va dai blogger ai designer. Hanno aggregato domande e risposte consentendo a questa massa sotto-rappresentata di orientarsi nel labirinto delle leggi e della burocrazia italiana. Le rivendicazioni e lo status dei lavoratori nell&#8217;economia della conoscenza è un punto fondamentale per lo sviluppo e la crescita dell&#8217;intera Italia nell&#8217;epoca dell&#8217;Information(al) Age. La condivisione di Dario e di Federico aiuta a colmare evidenti e gravi lacune che rendono difficile la vita quotidiana dei professionisti italiani. Ancora una volta, come nel caso di Daniele, la rete unisce, informa, critica costruttivamente e non chiede nulla in cambio. [...]</p>]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Mushin</title>
		<link>http://insertcoin.kurai.eu/641/knowledge-workers-united/comment-page-1/#comment-10720</link>
		<dc:creator>Mushin</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 08:18:20 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;p&gt;Io sono ancora più terrorizzato di te. Avevo salvato il tuo post e comincio a considerarlo il mio how-to, perché in 30 giorni passo dai libri alla partita iva. E la consapevolezza di essere in Italia non mi aiuta. Hai mica pensato ad un gruppo su LinkedIn? (ovviamente un sentito grazie per aver avviato la discussione e per essere rimasto in Italia. Non sono nazionalista ma mi piace la mia lingua, cerco di resistere qua e vedere che non tutti i cervelli sono fuggiti mi fa sempre piacere).&lt;/p&gt;
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io sono ancora più terrorizzato di te. Avevo salvato il tuo post e comincio a considerarlo il mio how-to, perché in 30 giorni passo dai libri alla partita iva. E la consapevolezza di essere in Italia non mi aiuta. Hai mica pensato ad un gruppo su LinkedIn? (ovviamente un sentito grazie per aver avviato la discussione e per essere rimasto in Italia. Non sono nazionalista ma mi piace la mia lingua, cerco di resistere qua e vedere che non tutti i cervelli sono fuggiti mi fa sempre piacere).</p>]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: pseudotecnico:blog &#187; Il lavoratore autonomo</title>
		<link>http://insertcoin.kurai.eu/641/knowledge-workers-united/comment-page-1/#comment-8469</link>
		<dc:creator>pseudotecnico:blog &#187; Il lavoratore autonomo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2008 14:01:42 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;p&gt;[...] di lavoro allucinanti, giusto oggi pomeriggio mi sono imposto di prendere una pausa - mi collego al post di Federico sulla situazione (e la disorganizzazione) del lavoro autonomo in Italia. Lo spunto è interessante, [...]&lt;/p&gt;
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] di lavoro allucinanti, giusto oggi pomeriggio mi sono imposto di prendere una pausa &#8211; mi collego al post di Federico sulla situazione (e la disorganizzazione) del lavoro autonomo in Italia. Lo spunto è interessante, [...]</p>]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Anna Soru</title>
		<link>http://insertcoin.kurai.eu/641/knowledge-workers-united/comment-page-1/#comment-8437</link>
		<dc:creator>Anna Soru</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2008 10:01:57 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;p&gt;ho scoperto per caso il vostro blog e ho letto la segnalazione di Acta, di cui sono una dei soci promotori. Alcune precisazioni.
1.  abbiamo avuto sin dall&#039;inizio una difficoltà a definirci, le dizioni &quot;consulenti del terziario avanzato&quot; e professionisti con partita iva, sono due tentativi , ancora insoddisfacenti. Il nostro obiettivo era ed è quello di cercare di individuare i lavoratori autonomi (nel senso di non legati da un rapporto di lavoro dipendente stabile) che operano principalmente nell&#039;area dei servizi alle imprese (non direttamente venduti a persone fisiche) basati su capacità cognitive e relazionali (conoscenze, creatività etc), ma non siamo ancora riusciti a trovare una definizione sintetica e adeguata. Sono graditi suggerimenti.
2. Acta non è una realtà strutturata (purtroppo o per fortuna, non saprei), ma un luogo (virtuale) entro cui cercare aggregazioni per perseguire obiettivi comuni.
3. Le nostre richieste non rientrano in una logica corporativa, ma sono principalmente richieste di equità, di riforme che mirino all’eliminazione di discriminazioni o all’estensione di diritti che dovrebbero essere universali.&lt;br /&gt;
Già quattro anni fa, al momento della nascita dell’associazione, ci eravamo resi conto che la mancanza di rappresentanza avrebbe potuto produrre degli effetti deleteri sulle nostre condizioni di lavoro.
Si rendeva auspicabile un aggiornamento della contrattualistica (la Partita Iva va bene per chi può acquistare beni strumentali importanti per l’attività, mentre chi basa la propria sopravvivenza sulle conoscenze può detrarre solo il 50% delle spese per l’auto-aggiornamento) e del diritto del lavoro (dal punto di vista giuridico, siamo considerati imprese, non lavoratori), visto che per noi quella dell&#039;autonomia non era una condizione momentanea, ma la modalità inevitabile con cui portare avanti la propria attività. 
Tutti i provvedimenti legislativi a questo riguardo sono invece andati nella direzione dell’irrigidimento e dei controlli (es. applicazioni degli studi di settore) e dell’innalzamento dei contributi previdenziali, col mantenimento di alcune imposte riconosciute inique (l’Irap non è ancora chiaramente eliminata). 
Più che per migliorare la nostra situazione, stiamo dunque lottando in questi anni per evitare che essa peggiori in maniera insostenibile. 
Ci interessano le grandi questioni del welfare , del fisco, dei diritti (tempi di pagamento ad es) e stiamo lavorando per approfondire la conoscenza delle nostre problematiche;    farci conoscere e aumentare massa critica; cercare di accreditarci sia presso il mondo politico e istituzionale, sia presso studiosi ed esperti di temi del lavoro (sia giuslavoristi, sia economisti del lavoro), di fisco e previdenza; costruire alleanze.
Se per portare avanti degli obiettivi concreti e praticabili ci concentriamo sui temi fiscali e previdenziali, le questioni di fondo che costituiscono l’orizzonte della nostra azione sono molto più ampie e riguardano l’universalità dei diritti all’interno di un welfare moderno, sostenibile e funzionante e una cultura del lavoro più moderna e adeguata alla velocità del divenire economico e sociale attuale, ma anche la ricerca di nuove forme organizzative. 
4. E&#039; vero che stiamo aggiornando il sito. Sarebbe interessante anche per noi trovare spazi di collaborazione
ciao a tutti&lt;/p&gt;
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ho scoperto per caso il vostro blog e ho letto la segnalazione di Acta, di cui sono una dei soci promotori. Alcune precisazioni.
1.  abbiamo avuto sin dall&#8217;inizio una difficoltà a definirci, le dizioni &#8220;consulenti del terziario avanzato&#8221; e professionisti con partita iva, sono due tentativi , ancora insoddisfacenti. Il nostro obiettivo era ed è quello di cercare di individuare i lavoratori autonomi (nel senso di non legati da un rapporto di lavoro dipendente stabile) che operano principalmente nell&#8217;area dei servizi alle imprese (non direttamente venduti a persone fisiche) basati su capacità cognitive e relazionali (conoscenze, creatività etc), ma non siamo ancora riusciti a trovare una definizione sintetica e adeguata. Sono graditi suggerimenti.
2. Acta non è una realtà strutturata (purtroppo o per fortuna, non saprei), ma un luogo (virtuale) entro cui cercare aggregazioni per perseguire obiettivi comuni.
3. Le nostre richieste non rientrano in una logica corporativa, ma sono principalmente richieste di equità, di riforme che mirino all’eliminazione di discriminazioni o all’estensione di diritti che dovrebbero essere universali.<br />
Già quattro anni fa, al momento della nascita dell’associazione, ci eravamo resi conto che la mancanza di rappresentanza avrebbe potuto produrre degli effetti deleteri sulle nostre condizioni di lavoro.
Si rendeva auspicabile un aggiornamento della contrattualistica (la Partita Iva va bene per chi può acquistare beni strumentali importanti per l’attività, mentre chi basa la propria sopravvivenza sulle conoscenze può detrarre solo il 50% delle spese per l’auto-aggiornamento) e del diritto del lavoro (dal punto di vista giuridico, siamo considerati imprese, non lavoratori), visto che per noi quella dell&#8217;autonomia non era una condizione momentanea, ma la modalità inevitabile con cui portare avanti la propria attività. 
Tutti i provvedimenti legislativi a questo riguardo sono invece andati nella direzione dell’irrigidimento e dei controlli (es. applicazioni degli studi di settore) e dell’innalzamento dei contributi previdenziali, col mantenimento di alcune imposte riconosciute inique (l’Irap non è ancora chiaramente eliminata). 
Più che per migliorare la nostra situazione, stiamo dunque lottando in questi anni per evitare che essa peggiori in maniera insostenibile. 
Ci interessano le grandi questioni del welfare , del fisco, dei diritti (tempi di pagamento ad es) e stiamo lavorando per approfondire la conoscenza delle nostre problematiche;    farci conoscere e aumentare massa critica; cercare di accreditarci sia presso il mondo politico e istituzionale, sia presso studiosi ed esperti di temi del lavoro (sia giuslavoristi, sia economisti del lavoro), di fisco e previdenza; costruire alleanze.
Se per portare avanti degli obiettivi concreti e praticabili ci concentriamo sui temi fiscali e previdenziali, le questioni di fondo che costituiscono l’orizzonte della nostra azione sono molto più ampie e riguardano l’universalità dei diritti all’interno di un welfare moderno, sostenibile e funzionante e una cultura del lavoro più moderna e adeguata alla velocità del divenire economico e sociale attuale, ma anche la ricerca di nuove forme organizzative. 
4. E&#8217; vero che stiamo aggiornando il sito. Sarebbe interessante anche per noi trovare spazi di collaborazione
ciao a tutti</p>]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Lavoratori a regime agevolato della società della conoscenza - Vittorio Pasteris</title>
		<link>http://insertcoin.kurai.eu/641/knowledge-workers-united/comment-page-1/#comment-8184</link>
		<dc:creator>Lavoratori a regime agevolato della società della conoscenza - Vittorio Pasteris</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 08:55:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://insertcoin.kurai.eu/?p=641#comment-8184</guid>
		<description>&lt;p&gt;[...] Federico Fasce ha lanciato la discussione su un problema non banale di molti lavoratori digitali Il fatto è, come si vede da questo post di Dario Banfi, che ha generato una (secondo me) utile discussione su FriendFeed. Discussione che probabilmente si covava da tempo, più precisamente da un talk lanciato da Vittorio Bertola allo scorso BarCamp torinese. Il punto è: ormai i lavoratori della conoscenza, ovvero tutti quei freelance che producono beni più o meno immateriali, che hanno a che fare con l’informazione e con la comunicazione, sono tanti e sono anche una forza economica mica trascurabile. E però vengono messi di fronte a ostacoli e difficoltà non indifferenti. Ora, io lo so che Randy Pausch diceva che the brickwalls are there for a reason, e sono sicuro che sia così. Ma se fosse stato nel nostro paese, forse, sarebbe stato un filo meno ottimista. [...]&lt;/p&gt;
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Federico Fasce ha lanciato la discussione su un problema non banale di molti lavoratori digitali Il fatto è, come si vede da questo post di Dario Banfi, che ha generato una (secondo me) utile discussione su FriendFeed. Discussione che probabilmente si covava da tempo, più precisamente da un talk lanciato da Vittorio Bertola allo scorso BarCamp torinese. Il punto è: ormai i lavoratori della conoscenza, ovvero tutti quei freelance che producono beni più o meno immateriali, che hanno a che fare con l’informazione e con la comunicazione, sono tanti e sono anche una forza economica mica trascurabile. E però vengono messi di fronte a ostacoli e difficoltà non indifferenti. Ora, io lo so che Randy Pausch diceva che the brickwalls are there for a reason, e sono sicuro che sia così. Ma se fosse stato nel nostro paese, forse, sarebbe stato un filo meno ottimista. [...]</p>]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Marco Cattaneo</title>
		<link>http://insertcoin.kurai.eu/641/knowledge-workers-united/comment-page-1/#comment-8002</link>
		<dc:creator>Marco Cattaneo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 16:20:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://insertcoin.kurai.eu/?p=641#comment-8002</guid>
		<description>&lt;p&gt;Dimenticavo:&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;e) Le &quot;beghe&quot; amministrative e contabili bisognerebbe vederle nell&#039;ottica di qualcosa che fa parte del gioco e non di un onere che chissà da dove vien fuori.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Piuttosto, a proposito di aver vita facile, sarebbe bello che i commercialisti sapessero dare risposte congruenti (&lt;i&gt;fra loro stessi&lt;/i&gt; e fra uno e l&#039;altro) e rassicurarti sul fatto che, anche quest&#039;anno, é davvero tutto in regola e puoi stare tranquillo e invece...&lt;/p&gt;
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dimenticavo:</p>

<p>e) Le &#8220;beghe&#8221; amministrative e contabili bisognerebbe vederle nell&#8217;ottica di qualcosa che fa parte del gioco e non di un onere che chissà da dove vien fuori.</p>

<p>Piuttosto, a proposito di aver vita facile, sarebbe bello che i commercialisti sapessero dare risposte congruenti (<i>fra loro stessi</i> e fra uno e l&#8217;altro) e rassicurarti sul fatto che, anche quest&#8217;anno, é davvero tutto in regola e puoi stare tranquillo e invece&#8230;</p>]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Marco Cattaneo</title>
		<link>http://insertcoin.kurai.eu/641/knowledge-workers-united/comment-page-1/#comment-8001</link>
		<dc:creator>Marco Cattaneo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 16:16:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://insertcoin.kurai.eu/?p=641#comment-8001</guid>
		<description>&lt;p&gt;Personalmente ho chiuso partita IVA dopo 7 anni di libero professionismo e riconosco che la mia vita é decisamente migliorata, dal punto di vista della tranquillità (e ora non sono più precario, come si usa dire la fuori, di quanto non lo sia un possessore di PIVA).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Vi invito ad alcune riflessioni:&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;a) L&#039;onere amministrativo e contabile di un libero professionista, dopo un rodaggio iniziale di un paio d&#039;anni di esperienza, é molto limitato e non comparabile con quello di un&#039;azienda (che solitamente paga comunque personale ad hoc e fior di quattrini per il commercialista);&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;b) Il regime agevolato semplifica discretamente la situazione, ma ovviamente deve porre dei limiti. Pare difficile, per altro, che tu possa aver bisogno di collaboratori e di fatturare molti più soldi e non avere spese annue sotto i 15k euro.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;c) Anche se, per i pesci piccoli, gli studi di settore sono il male assoluto, lavorando nell&#039;IT come consulente hai il vantaggio di poter assumere una posizione che non ti consente di rientrare nei settori attuali e un buon commercialista, di solito, riesce a risolverti il problema...&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;d) F******o il patriottismo e, se il lavoro gira e ne hai bisogno, un bel prestanome in UK e passa la paura.&lt;/p&gt;
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Personalmente ho chiuso partita IVA dopo 7 anni di libero professionismo e riconosco che la mia vita é decisamente migliorata, dal punto di vista della tranquillità (e ora non sono più precario, come si usa dire la fuori, di quanto non lo sia un possessore di PIVA).</p>

<p>Vi invito ad alcune riflessioni:</p>

<p>a) L&#8217;onere amministrativo e contabile di un libero professionista, dopo un rodaggio iniziale di un paio d&#8217;anni di esperienza, é molto limitato e non comparabile con quello di un&#8217;azienda (che solitamente paga comunque personale ad hoc e fior di quattrini per il commercialista);</p>

<p>b) Il regime agevolato semplifica discretamente la situazione, ma ovviamente deve porre dei limiti. Pare difficile, per altro, che tu possa aver bisogno di collaboratori e di fatturare molti più soldi e non avere spese annue sotto i 15k euro.</p>

<p>c) Anche se, per i pesci piccoli, gli studi di settore sono il male assoluto, lavorando nell&#8217;IT come consulente hai il vantaggio di poter assumere una posizione che non ti consente di rientrare nei settori attuali e un buon commercialista, di solito, riesce a risolverti il problema&#8230;</p>

<p>d) F******o il patriottismo e, se il lavoro gira e ne hai bisogno, un bel prestanome in UK e passa la paura.</p>]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Nicola D'Agostino</title>
		<link>http://insertcoin.kurai.eu/641/knowledge-workers-united/comment-page-1/#comment-7971</link>
		<dc:creator>Nicola D'Agostino</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 13:30:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://insertcoin.kurai.eu/?p=641#comment-7971</guid>
		<description>&lt;p&gt;Forse la cosa più concreta e drammatica sul lungo andare è che non abbiamo un futuro e sprechiamo il nostro presente. Questo perché non rientriamo in categorie adeguate o ci dobbiamo infilare in altre chiaramente inadeguate (liberi professionisti? imprenditori? piuttosto direi che siamo forzati del terziario avanzato).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;nda&lt;/p&gt;
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Forse la cosa più concreta e drammatica sul lungo andare è che non abbiamo un futuro e sprechiamo il nostro presente. Questo perché non rientriamo in categorie adeguate o ci dobbiamo infilare in altre chiaramente inadeguate (liberi professionisti? imprenditori? piuttosto direi che siamo forzati del terziario avanzato).</p>

<p>nda</p>]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Zobbi</title>
		<link>http://insertcoin.kurai.eu/641/knowledge-workers-united/comment-page-1/#comment-7747</link>
		<dc:creator>Zobbi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 18:11:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://insertcoin.kurai.eu/?p=641#comment-7747</guid>
		<description>&lt;p&gt;Lo stato ti pone come evasore prima ancora di accertarlo, praticamente NESSUNA ditta individuale rientra negli studi di settore e deve pagare l&#039;adeguamento, se non viene pagato sono guai grossissimi non nell&#039;immediato ma nel futuro... Questi benedetti studi di settore sono sbagliati perchè completamente fuori la realtà del lavoro, hanno parametri che non possono mai coincidere. Bisognerebbe tenere conto del fatto che: i clienti non ti pagano puntualmente, si hanno delle scadenze da rispettare, gli impiegati/collaboratori costano e alle volte non si assumono per produrre ma semplicemente per agevolarsi nel lavoro e poter pagare contributi e stipendio.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ottima iniziativa, le esperienze raccolte da parte di molti sicuramente aiutano a vederci più chiaro.&lt;/p&gt;
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lo stato ti pone come evasore prima ancora di accertarlo, praticamente NESSUNA ditta individuale rientra negli studi di settore e deve pagare l&#8217;adeguamento, se non viene pagato sono guai grossissimi non nell&#8217;immediato ma nel futuro&#8230; Questi benedetti studi di settore sono sbagliati perchè completamente fuori la realtà del lavoro, hanno parametri che non possono mai coincidere. Bisognerebbe tenere conto del fatto che: i clienti non ti pagano puntualmente, si hanno delle scadenze da rispettare, gli impiegati/collaboratori costano e alle volte non si assumono per produrre ma semplicemente per agevolarsi nel lavoro e poter pagare contributi e stipendio.</p>

<p>Ottima iniziativa, le esperienze raccolte da parte di molti sicuramente aiutano a vederci più chiaro.</p>]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
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